Calabria

Calabria: nota stampa di Maria Concetta Valotta “siamo condannati alla disconoscenza”

maria concetta valotta
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Come passatempo estivo, distesi sotto l’ombrellone, si potrebbe leggere un libro di Dan Brown, scritto  dal brillante romanziere divulgativo, in età giovanile, dal titolo «187 uomini da evitare: Guida alle sopravvivenza per donne romanticamente frustrate».
Si tratta di un volume che rappresenta già di per sè, un giallo editoriale poiché chi tentasse di acquistarlo attraverso l’e-commerce si vedrebbe ricapitate chissà quali altre pubblicazioni, ma non certamente l’opera del noto autore del “Codice Da Vinci”.
In breve, quel libro non si riesce a comprare dal momento che Dan Brown e la sua casa editrice lo ritirarono dal mercato per non  finire nel pubblico ludibrio, scatenando risse mediatiche e procedimenti  giudiziari, promossi in nome del “non politicamente corretto” e peggio ancora del “non expedit”, cioè quel che “non conviene” divulgare.
Venendo alle care cose di casa nostra, nel nostro piccolo, un giallo del genere lo abbiamo vissuto recentemente. Esiste infatti, un libro che, di tanto in tanto, passa clandestinamente di mano in mano ma che è impossibile da acquistare, nonostante abbia un autore «qualificato», una casa editrice di primissimo livello e una rete di distribuzione priva di buchi di copertura.
Si tratta del volume tra l’altro attualissimo dal titolo «Perché guariremo»;  racconto del primo anno di emergenza Covid 19, scritto circa un anno fà, di proprio pugno dal ministro della salute Roberto Speranza ed edito dalla casa editrice Feltrinelli.
Un libro scritto, impaginato, corretto, stampato, diffuso nelle librerie ma ritirato durante la notte antecedente la data della messa in vendita. Perché? Semplice perché è un racconto del non sense, destinato all’indice dei libri proibiti!
È un racconto previsionale, quasi profetico, ma smentito dai fatti che sarebbero poi accaduti nei mesi successivi, avvenimenti ancora oggi segnati da una molto ovattata trasparenza. È vero che il tempo di sopravvivenza delle notizie oggigiorno ha la velocità dei fulmicotone, ma non sarebbe male rivangare ogni tanto dagli archivi segreti, ciò che ci servirebbe sapere per meglio collocare i fatti e gli accadimenti che tanto hanno influito e tanto ancora influiranno sulla nostra esistenza. Non fosse altro perché certi fantasmi “a volte ritornano”.
Nel nostro beneamato Paese che predilige la dietrologia e il retroscenismo, si ordiscono ipotetiche ricostruzioni ed oscure rivelazioni. L’idea che la grande intesa Pd-M5S-Lega-Leu- ItaliaViva debba reggere a prescindere dalle abituali schermaglie di protocollo, è confermata anche dal salvataggio del ministero Speranza dalle tre mozioni di sfiducia mossegli contro presentate al Senato.
Perché mai la Lega, Forza Italia e Renzi non hanno mai votato la rimozione del vituperato ministro?
Forse la risposta è nel recente voto della  maggioranza di un emendamento che, nella definizione degli obiettivi della commissione d’inchiesta sull’emergenza Covid 19, ha eliminato definitivamente dal campo d’indagine, l’operato del governo, del ministro, delle sue appendici strutturali e tutte le operazioni compiute l’anno scorso dalla Giunta regionale lombarda. In poche parole con il voto di tutto l’arco parlamentare è stato salvato Speranza e pure la Giunta Fontana.
È come se fossimo per sempre condannati a non dovere sapere mai cosa davvero è occorso in Italia, negli ultimi due anni, durante l’avvento della pandemia da Covid 19.
Una riflessione di Maria Concetta Valotta
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