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Cinzia Nava: ecco la nota della presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità sulla mutilazione genitale femminile

Il nostro pensiero oggi, come donne e operatrici sociali, è rivolto alla moltitudine di nostre consimili che in varie parti del mondo sono sottoposte sin da bambine alla pratica della mutilazione dei genitali femminili.

Lo afferma la presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità, Cinzia Nava che aggiunge: “Si tratta di pratiche, così dette ‘tradizionali eseguite in alcuni Paesi africani, orientali e del centro america le cui ricadute negative sulle bambine sottoposte a questa forma ‘culturale’ barbara non riguardano soltanto il fisico, ma intaccano profondamente gli equilibri psichici”.

Addirittura, anche fra i gruppi emigrati provenienti da questi Paesi in Europa, si continua ad attuare clandestinamente ed illegalmente tale pratica. E’ una costante che non sembra recedere continua Cinzia Nava poiché secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, sarebbero già circa 130 milioni le donne sottoposte a questa brutale violenza, e che siano almeno tre milioni ogni anno le bambine a rischio clitoridectomia o infibulazione.

Numeri che sconcertano per la loro entità ma che, a tutt’oggi, non sembrano risvegliare quella necessaria reazione delle istituzioni internazionali per sovvertire ‘tradizioni’ che rappresentano soltanto una forma di schiavitù relegando il ruolo della donna a semplice strumento di procreazione.

Ecco perché oggi, 6 febbraio non ci si può limitare ad una mera testimonianza civile o di genere, ma far sentire la forte voce delle donne in tutti i consessi democratici del mondo per mettere la parola ‘fine’ ad una così orrenda forma di oppressione che risale inalterata dalla notte dei tempi ed oggi incompatibile, e ingiustificabile, con lo sviluppo della civiltà e delle relazioni tra uomini e donne in ogni parte della terra.