Reggio Calabria Società

Reggio. Non rinnovate le convenzioni con Villa Aurora e Villa Elisa di Cinquefrondi

Ritengo responsabilmente doveroso, nella mia qualità di già Primario di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Polistena e Direttore del Dipartimento Interaziendale Materno Infantile della provincia di Reggio Calabria, evidenziare alle SS.VV. l’aggravarsi delle criticità esistenti a seguito della decisione del Commissario ad Acta ing. Scura che, con Decreto n.64 del 5 luglio 2016, decideva di non rinnovare le convenzioni, per l’assistenza alle donne gravide,alle Case di Cura Villa Aurora di Reggio Calabria e Villa Elisa di Cinquefrondi, nelle quali si effettuavano circa 1600 parti annui.Conseguenzialmente, sic et simpliciter,le Unità Operative di Ostetricia e di Neonatologia degli Ospedali di Reggio Calabria, Locri e Polistena hanno dovuto “fare fronte” all’aumentata richiesta di ricoveri di pertinenza ostetrico e neonatologica.Ho volutamente usato il termine “fare fronte” date le criticità strutturali e di personale medico e paramedico che affliggono le Unità sopra citate, che già con grande difficoltà garantiscono assistenza medica alla gravida e al neonato, criticità che, come sopra detto, si sono inevitabilmente aggravate.
Tale denuncia viene fatta con piena cognizione datadai ruoli direzionali svolti dal sottoscritto nel passato,che è rimasto basito nel momento in cui si è resooperativo il sopra citato decreto DCA n.64 del 5 luglio 2016 che non predisponeva e attuava preventivamente quanto stabilito dal D.M. del 24 aprile 2000 e dalla Conferenza Stato Regioni del 2010 per la messa in sicurezza dei Percorsi Nascita, tale da garantire la piena sicurezzaalla prevedibile aumentata richiesta di assistenza ostetrica e neonatologica nelle UU.OO. di Ostetricia e Neonatologia dei PP.OO. di Reggio Calabria, Locri e Polistena.
Tanto premesso si rende necessario uno straordinario ed immediato intervento, superando ogni tergiversante ostacolo di qualsivoglia natura, che dia in tempi brevissimi il Personale sanitario necessario alle UU.OO. di Ostetricia e di Neonatologia degli Ospedali della Provincia di Reggio Calabria, oltre alla rivisitazione strutturale dei Percorsi Nascita ed eventuale integrazione e/o potenziamento delle apparecchiature elettromedicali.
A quanto sopra si aggiunga che non si riesce a porre in essere la Rete del trasporto assistito alla gravida, STAM, e al neonato, STEN, fra gli Ospedali Spoke di Locri e Polistena, e l’Ospedale Hub di Reggio Calabria, per la quale avevo profuso ogni massimo impegno per quanto di competenza del Dipartimento Materno Infantile da me diretto, producendo ai rispettivi Vertici Aziendali un protocollo d’intesa concordato fra i Direttori delle Unità di Ostetricia e di Neonatologia che però, sino al momento, non ha avuto attuazione, pur avendo anche acquistato e da tempo reso disponibili ben cinque autoambulanze finalizzate per il trasporto protetto della gravida e/o del neonato.
Se alle carenze e criticità sopra evidenziate non sarà posta soluzione in tempi brevissimi,si rende e si renderà concreto il serio rischio dell’errore medico, per stanchezza del personale e/o per l’insufficienza strutturale e funzionale, causa le rispettive carenze e, paradossalmente, chi sarà chiamato in primis a risponderne sul piano medico legale saranno gli Operatori Sanitari e non chi li lascia in siffatte condizioni.
Questo “Grido d’allarme” viene da me lanciato per coscienzaed etica deontologica e professionale, avendo preso atto anche dell’aggravarsi cronico della Realtà sanitaria dell’ASP di Reggio Calabria che si dibatte fra i vari Commissari che negli ultimi quattro anni si sono avvicendati, ben sei gestioni commissariali, con una media nell’avvicendamento di sette mesi, con la sola, evidente, conseguenzadello “sbando” e dell’immobilismo operativo dell’ASP che da anni non ha una bastevole e concreta continuità di governo sanitario.
Il D.C.A n.64/2016, Regione Calabria, finalizzato alla riorganizzazione delle reti assistenziali, dovrebbe porre fine alle croniche carenze sopra manifestate, ma non è dato sapere tempi e modi della concreta attuazione e piena operatività di quanto in esso contenuto; intanto si continua a chiedere al Personale Sanitario di continuare a produrre diagnosi e cura sotto la loro unica e diretta responsabilità.
Tanto ho ritenuto doverosamente di segnalare per dovere Deontologico, Etico e Morale, continuando a vivere l’insoddisfazione dei tanti colleghi che non sono posti nelle giuste condizioni per espletare al meglio la loro attività medica e che stoicamente e con grande senso del dovere continuano comunque a fornire, anche se Dovere etico e deontologico imporrebbe in simili condizioni di sospendere ogni routinaria attività, garantendo solo le urgenze non differibili, cosa voluta dalla legge allorquando si è difronte a manifesta impossibiltà a garantire il corretto diritto alla salute secondo legge e linee guida.
Antonino Coco