Italia

3 maggio, Giornata Mondiale della Libertà di Stampa: il diritto di sapere, il dovere di raccontare

di Nicoletta Toselli
Il 3 maggio si celebra la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, istituita nel 1993 dall’UNESCO per ricordare al mondo l’importanza di un’informazione libera, indipendente e pluralista. È una ricorrenza che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, impone ogni anno una riflessione concreta sullo stato della libertà di stampa, sulle pressioni che subisce e sui pericoli – spesso invisibili – che corre chi la esercita.
In un’epoca in cui le notizie viaggiano veloci ma non sempre libere, il giornalismo si trova al centro di una doppia sfida: da un lato la disinformazione e le fake news, dall’altro le minacce, le intimidazioni, le querele temerarie e la censura, che in molti paesi – inclusa l’Italia – rappresentano ancora ostacoli reali al diritto di cronaca.
Secondo Reporters sans Frontières, l’Italia è scivolata negli ultimi anni nella classifica della libertà di stampa, penalizzata soprattutto per l’aumento di attacchi verbali e digitali contro i giornalisti, ma anche per l’insufficiente tutela legislativa nei confronti della professione. Croniste e cronisti minacciati, costretti a vivere sotto scorta, redazioni precarie, pressioni politiche o economiche: sono questi i segnali di un sistema informativo che, pur vantando eccellenze, ha bisogno di maggiore protezione e riconoscimento.
Ma la giornata del 3 maggio non è solo un’occasione per denunciare. È anche un invito alla responsabilità, alla formazione, alla consapevolezza. È un modo per ricordare che la libertà di stampa non è un privilegio dei giornalisti, ma un diritto dei cittadini. Senza giornalismo libero, infatti, non esiste democrazia piena. Senza la possibilità di indagare, verificare e raccontare, anche la partecipazione civile perde significato.
In un tempo in cui la verità è spesso oggetto di manipolazione, difendere chi lavora per cercarla è un dovere collettivo. Perché la libertà di stampa non è mai conquistata una volta per tutte. Va praticata, protetta, tramandata.
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