A Bova la presentazione del volume dedicato a Fortunato Velonà
Emigrazione, lavoro, impegno politico e arte al centro del libro di Letterio Licordari. L’appuntamento domenica 23 agosto nella Piazzetta Malavenda

di Nicoletta Toselli
BOVA – Una storia personale che diventa anche racconto di un’epoca, attraversando emigrazione, lavoro, ideologia e produzione artistica. Sarà presentato domenica 23 agosto, alle ore 18, nella Piazzetta Malavenda di Bova, il volume di Letterio Licordari “Fortunato Velonà. Quando l’emigrazione esporta la forza lavoro, l’ideologia e l’arte”, pubblicato dalle Edizioni Apodiafazzi.
Il libro ricostruisce la figura di Fortunato Velonà attraverso un percorso che intreccia vicenda umana e contesto storico e sociale, ponendo al centro uno dei fenomeni che più profondamente hanno segnato il Mezzogiorno: l’emigrazione. Non soltanto partenza e ricerca di migliori condizioni di vita, ma trasferimento di esperienze, idee, capacità professionali e sensibilità culturali.
È proprio questa prospettiva, anticipata dal titolo del volume, a offrire una chiave di lettura più ampia. Chi lasciava la propria terra non portava con sé soltanto la propria forza lavoro. Portava una formazione, convinzioni, memoria, cultura e, in alcuni casi, una particolare vocazione artistica. Elementi capaci di continuare a vivere e trasformarsi anche lontano dai luoghi d’origine.
La presentazione di Bova diventa così un’occasione per riscoprire Fortunato Velonà, ma anche per riflettere sulla storia di tante comunità calabresi che hanno conosciuto partenze, distanze e legami mai completamente interrotti con i propri paesi.
All’incontro interverranno Santo Casile, sindaco di Bova; Amilcare Mollica, della Fondazione “Mollica”; Carmelo Giuseppe Nucera, presidente del Circolo culturale “Apodiafazzi”; Caterina Velonà, nipote di Fortunato Velonà, e l’autore Letterio Licordari.
Attraverso testimonianze e approfondimenti sarà possibile ripercorrere una vicenda che appartiene alla memoria familiare ma, allo stesso tempo, si inserisce nella più vasta storia dell’emigrazione calabrese e italiana. Recuperare queste esperienze significa restituire nomi e volti a un fenomeno spesso raccontato soprattutto attraverso numeri e statistiche, riconoscendo il contributo che gli emigrati hanno portato nei luoghi nei quali hanno costruito una nuova parte della propria esistenza.
L’appuntamento di domenica 23 agosto offre dunque a Bova uno spazio dedicato alla memoria e alla ricerca storica, partendo dalla figura di Fortunato Velonà per raccontare ciò che l’emigrazione ha sottratto ai territori, ma anche ciò che uomini e donne partiti dalla Calabria hanno saputo portare oltre i propri confini.


