Calabria

Agricoltura, Aceto (Coldiretti): dalla Calabria parte la sfida per la trasparenza, unica via per salute e reddito

.La battaglia per la sovranità alimentare e la dignità del comparto agricolo trova oggi un nuovo impulso dalla Calabria, territorio simbolo di una produzione autentica che reclama il diritto alla riconoscibilità. Lo ha ribadito con forza Aceto, sottolineando come la chiarezza sul cibo rappresenti un binomio inscindibile tra la sicurezza sanitaria dei cittadini e la tutela del reddito degli agricoltori. Partire dalle radici produttive calabresi significa lanciare un segnale chiaro al mercato globale: non può esserci valore economico senza una tracciabilità che certifichi l’origine e la qualità del lavoro agricolo.

La trasparenza in etichetta è considerata il primo vero presidio di salute pubblica. Sapere con certezza da dove provengono le materie prime permette ai consumatori di compiere scelte consapevoli, premiando il modello italiano che si distingue per standard di sicurezza nettamente superiori a quelli delle produzioni anonime o sintetiche. Questa operazione di verità diventa un’arma fondamentale per contrastare l’avanzata di cibi ultra-processati che minacciano la dieta mediterranea e la salute delle nuove generazioni, valorizzando invece il patrimonio agroalimentare che proprio in Calabria esprime eccellenze uniche e irripetibili.

Sul fronte economico, il comunicato evidenzia come la “chiarezza” sia lo strumento principale per difendere il reddito di chi coltiva la terra. Senza l’obbligo di indicare l’origine, il valore aggiunto delle produzioni locali rischia di essere assorbito dalle speculazioni delle filiere opache o dal fenomeno dell’Italian Sounding, che sottrae risorse vitali alle aziende italiane. Difendere l’etichettatura significa dunque assicurare una remunerazione equa ai produttori, evitando l’abbandono dei territori e garantendo che la ricchezza prodotta resti ancorata alle comunità rurali. La sfida lanciata dalla Calabria è dunque una battaglia di civiltà per la libertà di scelta del cittadino e per la sopravvivenza stessa di un’agricoltura che sia realmente sicura, trasparente e redditizia.

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