Calabria

Alecci su proposta fornitura braccialetti anti-aggressione presso le guardie mediche

Continua a crescere il numero di casi di aggressione nei confronti di medici e operatori sanitari.

L’episodio di qualche giorno fa a Crotone, presso l’Ospedale “San Giovanni di Dio”, dove un cardiologo è stato afferrato al collo da un parente di un paziente che lo ha anche minacciato di morte, è solo l’ultimo in ordine di tempo nella nostra regione.

Tali comportamenti sono sempre più diffusi e sempre più violenti, esasperando il clima e facendo aumentare l’allarme sociale all’interno dei presidi sanitari.

Per provare ad arginare un fenomeno che sta diventando sempre più sentito da medici e operatori, ho proposto, attraverso una mozione depositata in Consiglio regionale, l’introduzione dei braccialetti anti-aggressione nelle strutture sanitarie maggiormente a rischio, a cominciare dalle guardie mediche.

Tali presidi sono spesso situati in paesi poco abitati o in zone isolate e, soprattutto durante i turni notturni, possono rappresentare un luogo insicuro per le operatrici o gli operatori. Spesso, infatti, è anche la paura di trovarsi in situazioni pericolose a convincere i medici a non accettare determinate assegnazioni.

Il funzionamento dei braccialetti anti-aggressione, il cui utilizzo è stato sperimentato in alcune regioni italiane ed avviato anche presso l’Asp di Crotone, è molto semplice e immediato.

Premendo un tasto si potrà inviare un “alert” direttamente ad una control room o alle Forze dell’Ordine, per ricevere un intervento rapido.

Dopo la sperimentazione all’interno delle guardie mediche è auspicabile una diffusione di questi braccialetti in tutti i reparti maggiormente a rischio, a cominciare da quelli di emergenza-urgenza.

La fornitura dei braccialetti è una soluzione innovativa che si inserisce nel solco dell’iniziativa legislativa che avevo già promosso nella scorsa legislatura, finalizzata al potenziamento delle misure di sicurezza per il personale sanitario esposto a situazioni di rischio durante lo svolgimento delle proprie funzioni.

Si tratta di un tema sociale che va affrontato al più presto. I numeri cominciano a diventare allarmanti.

Non è possibile che medici e infermieri, che ogni giorno salvano vite umane, si trovino a rischiare la propria a causa di inaccettabili forme di violenza.

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