Calabria

Alecci su recenti dichiarazioni del Presidente Occhiuto sulla presenza dei sottosegretari in altre regioni

Al presidente Occhiuto va ricordata una cosa semplice: il fatto che i sottosegretari siano previsti anche in altre regioni non basta, di per sé, a rendere giusta questa scelta anche in Calabria.
Una decisione politica si valuta per la sua utilità concreta, non per il fatto che esiste altrove, e la Calabria non può essere paragonata a realtà come Toscana ed Emilia-Romagna, che, dati alla mano, hanno livelli di funzionamento amministrativo e sanitario, purtroppo, molto più avanzati dei nostri.
In Calabria il governo Occhiuto ha già modificato lo Statuto, portando la giunta da 7 a 9 assessori, e ha già introdotto il meccanismo del consigliere supplente, cioè la sostituzione del consigliere nominato assessore con il primo dei non eletti.
Dopo tutto questo, aggiungere anche due sottosegretari significa continuare a moltiplicare incarichi e postazioni senza spiegare quale beneficio concreto arriverà ai cittadini.

 

A cosa servono altri due sottosegretari, se la maggioranza ha già ampliato la giunta? Ancora di più se si tratta di figure che costano circa 14.500 euro al mese ciascuna e sulle cui funzioni restano dubbi evidenti.

È difficile non vedere in questa scelta l’ennesima operazione di gestione del potere, utile più ad accontentare gli alleati e a tenere in equilibrio la coalizione che a rendere più efficiente la macchina regionale.

Se da un lato il Presidente Occhiuto ammette che il referendum in Calabria è stato anche un voto contro chi governa, fare oggi l’ennesima operazione di potere significa non aver capito in pieno il messaggio arrivato dai calabresi.

E mentre si creano nuove poltrone, la Calabria continua ad avere bisogno di investimenti su sanità, trasporti, servizi e diritto allo studio.

Fa ancora più impressione che tutto questo avvenga nello stesso giorno in cui il Consiglio regionale affronta misure importanti per sostenere i nostri studenti universitari.

Come detto in Consiglio, risorse di questo tipo potevano essere destinate a borse di studio, opportunità per i giovani e strumenti concreti per evitare che tanti ragazzi siano costretti a lasciare la Calabria per costruire altrove il proprio futuro.

E allora non basta nascondersi dietro un dito e derubricare superficialmente la questione continuando a dire che “certe cose” le fanno anche altrove. Credo sia necessario sempre contestualizzare e valutare in concreto costi, benefici e opportunità di ogni azione politica.

Sotto tutti questi punti di vista, è chiaro come la nomina di due nuovi sottosegretari in Calabria, risulti una scelta sbagliata.

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