Alecci sulla vertenza Gruppo Distribusione-Con.Te: a rischio 95 posti di lavoro a Lamezia Terme

In maniera incomprensibile il 25 marzo ConTe.it ha comunicato la volontà di interrompere, dopo oltre 13 anni di crescita condivisa, la collaborazione con il Gruppo Distribuzione Italia, motivando la scelta con ragioni legate alla sostenibilità economica. In questo modo si mette a rischio il futuro e la dignità di 95 lavoratori, con ricadute negative a livello economico sull’intero territorio.
Quello che mi ha colpito fortemente durante l’incontro è stato soprattutto l’attaccamento dei lavoratori al lavoro svolto negli ultimi anni, che ha contribuito in maniera decisiva alla crescita del business e alla notorietà del marchio.
Un fulmine a ciel sereno a cui non è possibile e non è giusto rassegnarsi, anche perché, dietro le dinamiche tra aziende bisogna ricordarsi che ci sono sempre le persone, le loro famiglie, la loro dignità, e i calcoli economici dovrebbero tener conto di questo.
È una questione sociale e occupazionale che richiede risposte immediate. Le istituzioni devono essere presenti e devono dare risposte concrete. Per questo motivo, oltre alla mozione presentata mi impegnerò affinché venga attivata anche un’interlocuzione a livello parlamentare coi rappresentanti del Partito Democratico.
Negli ultimi mesi e anni abbiamo assistito a tantissime vertenze che hanno interessato il comparto delle telecomunicazioni e dei call center.
In passato, la Calabria è stata terreno di conquista per tante aziende e multinazionali che dopo aver illuso e promesso, hanno abbandonato migliaia di lavoratori che nel frattempo avevano messo su casa e famiglia tra mille sacrifici.
Lavoratori che dopo anni dedicati a questo tipo di occupazione hanno raggiunto un’età in cui è difficilissimo ricollocarsi a livello professionale, soprattutto in una regione come la nostra che certamente non presenta un mercato del lavoro vivo e dinamico.
Ritengo, dunque, che a livello nazionale occorra riformare l’intero settore, facendo una riflessione seria sulle prospettive di queste figure professionali, anche alla luce di eventuali contrazioni del mercato e dell’ingresso di nuove tecnologie. Non ha senso far passare altro tempo.
E’ necessario cominciare a ragionare in maniera più ampia sulle regole di questo comparto, così importante e diffuso nella nostra regione, fornendo garanzie e futuro a tante madri e tanti padri di famiglia calabresi.
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