Anche a Palmi il 16 agosto di festeggia San Rocco tra devozione e gioia


Oggi in molti paesi calabresi si festeggia San Rocco, il pellegrino francese che durante il viaggio a Roma assistette i malati di peste, contaggiandosi a sua volta.
Da secoli e considerato e adorato come il santo delle epidemie, degli ammalati e dei carcerati e in Calabria il suo culto a messo radici profonde.
Come diceva lo storico e scrittore palmese Domenico Ferraro: ” Dire di San Rocco a Palmi è come parlare dell’aria, della luce, dell’acqua. Egli è il Santo di tutti, non c’è famiglia in cui la sua immagine non sia venerata e il suo nome riscuote, devozione, rispetto e timore”
A Palmi San Rocco co-patrono della città, il culto verso il Santo ha origini antiche e la devozione dei palmesi risale al 1837 quando la città della Costa Viola fu colpita da un’epidemia di colera che colpì 325 morti.
Quando l’epidemia terminò, causando pochi morti, rispetto agli 8.700 abitanti , i cittadini ritennero che fosse opera del Santo e portarono la statuta in processione.
La statuta risalente all’incirca al 1600 di scuola napoletana è collocata a partire dal secondo dopo guerra, nella chiesa dell’Immacolata e nel 1586 nella chiesa intitolata a lui, era presente sull’altare un dipinto che raffigurava il Santo francese e la presenza anche di una sua confraternità.
Inoltre durante la festa, sfilano i cosidetti spinati: uomini e donne coperti da una cappa di spine chiamata spalas, per devozione al Santo e per intercessione di qualche aiuto o grazia dalla cura di qualche malattia.


