Antonella Bozzo: «L’intelligenza artificiale non deve sostituire il pensiero»

di Nicoletta Toselli
La dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Rogliano riflette sulle sfide dell’educazione nell’era digitale: pensiero critico, comunità, relazioni umane e innovazione al centro del percorso formativo delle nuove generazioni.
L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il modo di apprendere, comunicare e lavorare. Di fronte a questa trasformazione, il mondo della scuola è chiamato a interrogarsi sul proprio ruolo educativo e sulla capacità di accompagnare studenti e docenti verso un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie.
Ne è convinta Antonella Bozzo, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Rogliano, che affronta il tema con uno sguardo equilibrato, capace di coniugare innovazione e valori educativi fondamentali.
Secondo la dirigente, il rischio che la scuola rincorra semplicemente le innovazioni tecnologiche esiste, ma soltanto se si limita a insegnarne l’utilizzo.
«Educare a governare il cambiamento è altra cosa. La scuola ha tutte le potenzialità per farlo, a condizione che recuperi il proprio ruolo di formazione del pensiero critico attraverso una didattica orientata alla riflessione, alla logica e all’approfondimento».
Un ruolo fondamentale continua ad averlo anche il rapporto con il territorio. Per Antonella Bozzo la scuola non può essere una realtà separata dalla comunità di appartenenza.
«I ragazzi, le famiglie e i docenti sono parte integrante del tessuto sociale e portano nella scuola relazioni, tradizioni e storia del proprio paese. È importante rafforzare nei giovani il senso di appartenenza, la partecipazione attiva e la volontà di contribuire alla crescita civile e sociale della comunità».
Sul tema dell’intelligenza artificiale e del suo utilizzo da parte degli studenti, la dirigente invita a superare la logica dei divieti. «Vietare questi strumenti a scuola e consentirne l’uso libero a casa avrebbe poco senso.
È necessaria una presa di coscienza collettiva. L’utilizzo delle tecnologie deve essere graduale e accompagnato dagli adulti».
Particolare attenzione va riservata ai più piccoli. «I bambini devono acquisire prima le competenze fondamentali che consentiranno loro di utilizzare in modo consapevole gli strumenti più avanzati. L’intelligenza artificiale è una realtà che non può essere ignorata, ma non deve diventare una scorciatoia per evitare la fatica, la lentezza e l’impegno che ogni percorso di crescita richiede».
In questo contesto assume un’importanza decisiva anche il ruolo del dirigente scolastico. «Chi guida una scuola deve anzitutto rasserenare e accompagnare il cambiamento con equilibrio, senza pretendere trasformazioni radicali e immediate. È indispensabile investire nella formazione del personale e coinvolgere direttamente i docenti nella progettazione di percorsi didattici innovativi. La conoscenza è il primo passo per superare paure e incertezze».
Tra le criticità più evidenti della società contemporanea, Antonella Bozzo individua la difficoltà nelle relazioni umane. «La mancanza di ascolto, dialogo e relazioni autentiche è probabilmente il vero problema del nostro tempo. Non riguarda soltanto i giovani, ma anche gli adulti. L’iperconnessione ha aggravato un fenomeno che nasce da processi più profondi, legati allo sgretolarsi delle comunità e dei rapporti umani».
In questo scenario, la scuola può rappresentare un presidio educativo fondamentale, pur nella consapevolezza che il cambiamento deve coinvolgere l’intera società.
La dirigente guarda con fiducia anche al ruolo delle scuole dei piccoli centri. «Paradossalmente realtà come Rogliano possono avere maggiori possibilità di sviluppo rispetto ai grandi centri urbani. Qui il rapporto tra scuola e comunità è ancora vivo e collaborativo, e questo favorisce la sperimentazione, la motivazione e la nascita di nuove idee».
Particolarmente significativa è la riflessione sul rapporto tra velocità digitale e profondità di pensiero. «La formazione del pensiero critico richiede tempo. I tempi della lettura, della comprensione e della riflessione non sono compatibili con la velocità. Per questo l’utilizzo delle tecnologie deve essere guidato con attenzione, soprattutto nelle prime fasi della crescita».
Un passaggio che si accompagna a un’altra osservazione: «Nei ragazzi si nota spesso una povertà di linguaggio. Ma senza parole non nascono i pensieri. La conoscenza acquisita in modo veloce attraverso i social o l’intelligenza artificiale non è vera conoscenza: è un’informazione che passa e non lascia traccia».
Guardando al futuro, Antonella Bozzo individua nelle competenze fondamentali il vero strumento per affrontare le sfide tecnologiche. «Padroneggiare la lingua madre, la logica matematica e scientifica, le lingue straniere, la storia e il pensiero filosofico significa possedere gli strumenti per governare la tecnologia e non subirla. La tecnologia non sostituirà il ruolo umano finché la mente sarà abituata a pensare liberamente e ad avere consapevolezza di sé, dei propri limiti e delle proprie potenzialità».
Infine, un messaggio rivolto agli studenti che oggi siedono tra i banchi e che domani saranno chiamati a costruire il proprio futuro. «La mia speranza non è che abbiano una vita più facile, ma che acquisiscano la forza e la determinazione necessarie per affrontare le difficoltà. Questa forza nasce dall’impegno, dalla fatica, dagli errori, dalle sconfitte e dalle vittorie. Nasce dalla consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per realizzare i propri sogni».
In questo percorso, iniziative come JASSA AI possono rappresentare un’opportunità concreta per avvicinare il mondo della scuola ai cambiamenti contemporanei senza creare distanze generazionali. «La formazione è l’arma vincente per costruire una scuola innovativa, capace di stare al passo con i tempi senza rinunciare al proprio ruolo di riferimento culturale per l’intera comunità», conclude la dirigente.


