Architetture di Pace: alla Camera dei Deputati il convegno annuale di Ismed e Università Mediterranea

Nella cornice istituzionale della Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati si è svolto “Architetture di Pace – Democrazia, Mediazione e Coesistenza”.
L’appuntamento che ogni anno Ismed – ADRMedLab e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria dedicano alla riflessione pubblica sui temi della mediazione. Un incontro che, nel tempo, è diventato un punto di riferimento per studiosi, professionisti e rappresentanti delle istituzioni.
L’edizione di quest’anno ha affrontato il tema del conflitto intrecciano diversi sguardi, dal diritto comparato, alla sicurezza democratica, all’etica e la mediazione, fino all’intelligenza artificiale e le pratiche di coesistenza.
Un mosaico di competenze che ha restituito un’idea concreta di “architettura di pace”.
A promuovere l’iniziativa è Ismed, organismo di mediazione civile e commerciale attivo su tutto il territorio nazionale.
Oltre a ad essere ente accreditato al Ministero della Giustizia per gestire le procedure di mediazione previste dalla legge, offrendo ai cittadini e alle imprese uno spazio neutrale, competente e imparziale in cui risolvere controversie senza ricorrere al giudice, riducendo tempi, costi e conflittualità, Ismed ha ampliato il proprio raggio d’azione, assumendo un ruolo di Rappresentanza di interessi presso la Camera dei Deputati per portare all’attenzione del Legislatore le buone prassi e le criticità legate alla mediazione.
Questo percorso si è consolidato grazie al laboratorio ADRMedLab, nato presso l’Università Mediterranea, che da anni lavora sui temi della risoluzione e trasformazione dei conflitti.
Non solo mediazione civile e commerciale, dunque, ma anche mediazione sociale, dialogo interculturale, etica pubblica, pratiche di riconciliazione e studio dei processi democratici. Un laboratorio che unisce ricerca, formazione e intervento sul campo, creando ponti tra mondo accademico, professioni e società civile.
Ad aprire i lavori sono stati il Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea, Prof. Giuseppe Zimbalatti, e l’ Avv. Alessandra Callea, per Ismed, che hanno sottolineato l’importanza di un dialogo interdisciplinare capace di unire ricerca, istituzioni e società civile.
I lavori sono proseguiti con gli interventi del Prof. Marco Schirripa che ha mostrato come il diritto comparato possa offrire modelli istituzionali più inclusivi;
l’On. Ettore Rosato che ha affrontato il tema della sicurezza democratica e del controllo parlamentare sui servizi di intelligence;
la Prof.ssa Angela Busacca che ha esplorato sfide e insidie dell’intelligenza artificiale applicate alla negoziazione; il Prof. Daniele Cananzi che ha richiamato l’importanza dell’etica della mediazione e la Dott.ssa Giulia Ceccutti che ha portato l’esperienza di Neve Shalom/Wahat alSalam, comunità mista israelianopalestinese che da decenni pratica la coesistenza quotidiana.
L’organizzazione del Convegno è stata coordinata dall’Avv. Giovanna Crocè di Ismed.
La moderazione dei due panel è stata affidata all’Avv. Vincenzo De Stefano e alla Dott.ssa Francesca Chirico.
Fra gli interventi il filosofo congolese padre Giscard Kevin Dessinga che ha portato ad esempio l’esperienza di democrazia apparente del Congo e l’ing. Luconi del Comitato di Quartiere del III Municipio di Roma Capitale ha portato la voce dei territori, ricordando che la pace si costruisce anche nelle relazioni di prossimità, attraverso il racconto esperienza “Semi di Pace”.
L’evento, seguito sia in presenza sia online, è stato accreditato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, confermando l’interesse dell’Avvocatura per la mediazione e per le competenze trasversali legate alla gestione dei conflitti.
Ancora una volta, il convegno annuale di ISMED e Università Mediterranea ha dimostrato che la pace non è un’utopia, ma un lavoro quotidiano che richiede studio, responsabilità e coraggio.
E che costruire “architetture di pace” significa, prima di tutto, costruire comunità capaci di ascolto, dialogo e riconoscimento reciproco.

