
Nella mattinata odierna, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone hanno dato esecuzione ad un
provvedimento cautelare personale e reale, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di
Crotone, su richiesta della Procura della Repubblica pitagorica guidata dal dott. Domenico Guarascio,
sottoponendo agli arresti domiciliari due imprenditori, in quanto ritenuti responsabili della bancarotta di una
società, operante nel settore della produzione del calcestruzzo.
La società era stata portata al dissesto dopo aver accumulato, tra gli anni 2012 e 2024, debiti erariali per oltre 650
mila euro, mentre il suo patrimonio era stato depauperato e privato delle risorse finanziarie necessarie alla
prosecuzione dell’attività d’impresa.
Gli indagati, infatti, avevano distratto denaro e beni aziendali trasferendoli a due nuove società costituite ad hoc,
determinando un passivo fallimentare pari a circa 1 milione di euro.
In esecuzione del citato provvedimento cautelare, sono state, inoltre, sottoposte a sequestro, per un valore
complessivo pari a circa 400 mila euro, anche le quote delle tre società coinvolte, nonché i compendi aziendali
delle due nuove società, con sede in Roccabernarda (KR) ed operanti nel medesimo settore commerciale della
fallita, poiché ritenute meri veicoli strumentali alla reiterazione dell’attività illecita posta in essere dai due
imprenditori a discapito dell’erario e dei creditori.
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno dato conto di come gli indagati,
avvalendosi della collaborazione dei propri familiari, avevano cagionato il dissesto della società
autofinanziandosi attraverso la dolosa, sistematica e pluriennale evasione dei tributi fiscali e degli oneri
previdenziali.
Non solo, tale schema comportamentale si era accompagnato ad un progressivo depauperamento della società,
realizzato attraverso inequivocabili condotte distrattive: tutti gli asset posseduti dalla società fallita compresi anche i relativi beni mobili erano stati ceduti a condizioni inique o addirittura senza il pagamento di alcun
corrispettivo a beneficio delle nuove società riconducibili ai medesimi imprenditori.
Infine, a completamento del disegno criminoso, le indagini hanno consentito di accertare lo svuotamento dei
conti correnti della fallita mediante prelevamenti e bonifici privi di giustificazione economica e volti al solo
soddisfacimento di benefici personali non inerenti all’attività di impresa.
L’attività investigativa delle fiamme gialle crotonesi, attualmente nella fase delle indagini preliminari e che
necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, testimonia l’attenzione del Corpo
e della Procura della Repubblica al contrasto dei reati fallimentari, anche a tutela degli imprenditori che operano
nel rispetto della legge e che sono danneggiati dalla concorrenza sleale di chi opera nell’illegalità

