Calabria

Calabria, il “Patto Strategico” per la resilienza: dalla gestione dell’emergenza alla cultura della manutenzione

La Calabria si trova oggi di fronte a una sfida epocale che impone il superamento definitivo di un modello di gestione del territorio puramente reattivo. Per troppo tempo la “cultura dell’emergenza” ha dominato il panorama regionale, privilegiando la risposta post-evento alla mitigazione preventiva e generando una dipendenza strutturale da interventi frammentati che ignorano la natura sistemica del rischio idrogeomorfologico. In un contesto di elevata fragilità fisica, Domenico Mazza sottolinea come la manutenzione programmata debba cessare di essere una voce residuale di bilancio per diventare una vera infrastruttura strategica nazionale.

Il cuore della proposta risiede in una visione olistica che unisce idealmente monti e coste in un unico sistema interconnesso. La scienza dimostra infatti che il degrado degli alvei fluviali e l’accumulo di sedimenti non alimentano solo il rischio alluvionale, ma causano quel deficit sedimentario che si traduce, a valle, nella drammatica erosione dei litorali. Per questo motivo, la difesa delle coste non può più essere affidata a interventi locali e isolati, ma deve derivare da una pianificazione integrata del bacino idrografico che consideri la continuità del territorio.

Al centro di questa trasformazione operativa emerge la necessità di colmare il vuoto lasciato dal depauperamento del comparto forestale attraverso l’istituzione dei “Custodi del Territorio”. Questa nuova figura professionale rappresenta un’evoluzione delle maestranze tradizionali, integrando le competenze della forestazione con l’ingegneria naturalistica e le più moderne tecnologie digitali. Grazie all’utilizzo di droni, sensoristica IoT per il monitoraggio dei suoli e sistemi GIS, questi operatori garantirebbero un presidio costante nelle aree interne, contrastando lo spopolamento e offrendo opportunità professionali qualificate.

Per attuare questo “New Deal” della montagna è però indispensabile un cambio di passo normativo. Mazza invoca un patto strategico tra enti locali, università e autorità di bacino che porti a una semplificazione burocratica e alla garanzia di flussi finanziari certi e pluriennali. Solo attraverso una pianificazione decennale, basata su modelli climatici e scenari di rischio reali, la Calabria potrà restituire centralità alle proprie matrici geografiche e garantire un futuro sostenibile e sicuro alle proprie comunità.

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