Calcia l’Autismo, quando l’inclusione diventa comunità
Un anno di progetti, relazioni e crescita nel Tirreno cosentino

di Nicoletta Toselli
Cetraro (Cs) – Ci sono bilanci che non si misurano in numeri, ma in relazioni costruite, autonomie conquistate, sguardi che cambiano. È il caso dell’anno appena trascorso per l’associazione Calcia l’Autismo, realtà attiva dal 2017 sul territorio del Tirreno cosentino e ormai punto di riferimento nel panorama dell’inclusione sociale in Calabria.
Nel tempo in cui si tirano le somme e si immaginano nuovi orizzonti, l’associazione – parte attiva del CSV di Cosenza e del Forum del Terzo Settore del Tirreno Cosentino – ha scelto di raccontare il proprio percorso non come una sequenza di attività, ma come un progetto di comunità che mette al centro i ragazzi nello spettro autistico e le loro famiglie.
«È stato un anno intenso, impegnativo, ma ricco di significato», ha sottolineato il presidente Luigi Lupo nel corso dell’incontro di fine anno. Un’affermazione che trova riscontro nella qualità delle esperienze messe in campo e nella capacità di fare rete, elemento tutt’altro che scontato nel contesto calabrese. Due, in particolare, i progetti che hanno segnato il 2025, entrambi finanziati dalla Regione Calabria con la DGR 161/23. “Diversi perché Unici”, conclusosi lo scorso 30 ottobre, realizzato in collaborazione con l’ATS 2 Paola–Cetraro, e “Non lasciarmi solo”, tuttora in corso, in sinergia con l’ATS n. 3 Medio Valle del Crati di Montalto Uffugo–Bisignano. Iniziative diverse, ma accomunate da una visione chiara: creare contesti inclusivi reali, capaci di generare partecipazione e autonomia.
Dallo sport alle attività in acqua, dalla vela alla dimensione espressiva e creativa, il percorso di Calcia l’Autismo ha attraversato linguaggi differenti, adattandosi alle esigenze dei ragazzi e valorizzandone le potenzialità. Il nuoto integrato, svolto presso la piscina Il Gabbiano di Paola e la Nemo di Cosenza, ha rappresentato non solo un’attività motoria, ma uno spazio di fiducia e relazione. Le veleggiate, rese possibili grazie al Centro Velico Lampetia di Cetraro, hanno aggiunto una dimensione emotiva forte, fatta di mare, vento e libertà.
Accanto a queste esperienze, hanno trovato spazio la musicoterapia, coordinata dal musicoterapeuta Gianluca Paletta, e la danza integrata presso l’Attitude Danza di Cetraro, strumenti preziosi per lavorare sull’espressione, sul corpo e sulla comunicazione.
Centrale anche il percorso alla fattoria sociale Terre Antiche, dove il contatto con gli animali e i laboratori didattici – dalla lavorazione della lana alla panificazione, dall’arte alla vendemmia, fino alla raccolta e molitura delle olive – hanno offerto occasioni concrete di apprendimento e inclusione.
Tutte le attività sono state accompagnate da un’attenta azione di avviamento all’attività motoria, curata da personale specializzato del Mofi Center di Cosenza, a conferma di un approccio che coniuga passione e competenza.
Il bilancio finale restituisce l’immagine di un’associazione che non si limita a “fare”, ma che sceglie di costruire: legami, consapevolezza, opportunità. In una Calabria spesso raccontata per le sue fragilità, Calcia l’Autismo dimostra che l’inclusione, quando è pensata e condivisa, può diventare una pratica quotidiana e un patrimonio collettivo.



