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Caso Mazzuca a Castrolibero: “il bilancio del Comune sotto pressione, Anna Morrone chiede chiarezza e responsabilità”

A Castrolibero, una vicenda giudiziaria lunga diciassette anni rischia di trasformarsi in un problema strutturale per la tenuta finanziaria dell’Ente.

La questione riguarda il risarcimento dovuto agli eredi di Robertino Mazzuca, deceduto nel 2008 dopo essere stato travolto dalla piena del torrente Surdo.

Oggi, con gli atti di precetto notificati nel settembre 2025, la richiesta di pagamento supera i 2 milioni di euro. Una cifra che, sommata a un disavanzo di bilancio già esistente di oltre 2 milioni, colloca il Comune di Castrolibero in un quadro di forte vulnerabilità e alimenta il rischio di predissesto.

Il dato economico, di per sé, è già rilevante. Ma ciò che rende la situazione più critica è la dinamica temporale: anni di contenzioso hanno fatto crescere l’esposizione, soprattutto per effetto degli interessi maturati nel tempo.

La consigliera comunale Anna Morrone solleva un punto essenziale: quando una scelta viene rinviata per anni, quel rinvio non resta neutro. Diventa un costo che si accumula e che, alla fine, si scarica sull’ente e sulla cittadinanza.

Un secondo elemento evidenziato riguarda le risorse già impiegate nella gestione del contenzioso. Il Comune avrebbe sostenuto circa 90.000 euro in determina per incarichi legali esterni per contrastare sentenze di primo e secondo grado che hanno confermato la responsabilità dell’Ente.

Nonostante questo quadro, la Giunta ha deliberato un ulteriore incarico (atto n. 128 del 22-09-2025) per opporsi ai precetti.

Per Anna Morrone, questa impostazione appare come una forma di resistenza che, al di là dell’esito giudiziario, produce un effetto immediato: sottrae risorse a servizi e manutenzioni, comprimendo margini già fragili.

La vicenda, inoltre, non viene letta solo come evento tragico, ma come caso in cui l’assetto delle responsabilità era già stato definito prima dell’incidente. In particolare, viene richiamato il fatto che il Comune si fosse assunto formalmente la custodia del guado già nel 2002.

Questo aspetto incide su due piani:

  • giuridico, perché rafforza le motivazioni delle sentenze;
  • politico, perché rende più difficile sostenere una linea di rinvio indefinito senza assumersene il peso davanti ai cittadini.

Un ulteriore nodo riguarda il perimetro delle responsabilità economiche. Secondo quanto evidenziato, fino al 2022 parte dell’onere avrebbe potuto essere condiviso con la Regione Calabria. Oggi, invece, l’ente regionale risulta estromesso dal giudizio e l’intero carico ricadrebbe sul Comune.

Questo passaggio è determinante perché sposta il baricentro dell’impatto finanziario: ciò che poteva essere distribuito su più livelli istituzionali oggi grava sul bilancio comunale, quindi direttamente sulla comunità di Castrolibero.

Gli interventi di messa in sicurezza del territorio rappresentano un passaggio necessario, ma non possono sostituire una riflessione seria e trasparente sulle responsabilità economiche e politiche maturate negli anni.

Accanto ai numeri, resta un punto che pesa sul senso di giustizia collettivo: una famiglia attende da diciotto anni la chiusura di un percorso doloroso.

“Le disgrazie accadono, ma è il modo in cui vengono affrontate a fare la differenza e a definire chi siamo”, afferma Anna Morrone, richiamando il dovere di una gestione capace di tenere insieme rigore amministrativo e rispetto umano.

La scelta di non ricercare una soluzione transattiva viene indicata come un passaggio decisivo, perché avrebbe potuto evitare l’ulteriore crescita del debito e contenere le conseguenze economiche sull’ente.

La discussione si estende, inevitabilmente, alle scelte di allocazione della spesa. Se da un lato vengono finanziate battaglie legali e attività straordinarie, dall’altro emergono esigenze concrete del territorio che richiedono risorse e programmazione.

La domanda posta è diretta: perché somme rilevanti vengono impegnate su incarichi e contenziosi, invece di essere orientate su servizi urgenti e interventi strutturali?

È su questa frattura tra spesa percepita e bisogni reali che si crea, spesso, la distanza più profonda tra cittadini e istituzioni.

Castrolibero si trova davanti a un bivio: continuare una strategia di opposizione giudiziaria con costi crescenti oppure chiudere la partita, contenere i danni economici e ristabilire un perimetro di responsabilità chiaro.

La questione non è solo contabile. È una prova di tenuta istituzionale: capacità di decidere, di prevenire l’aggravarsi di un danno economico e di affrontare con trasparenza una vicenda che coinvolge finanze pubbliche, dignità umana e credibilità politica.

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