CosenzaPolitica

Castrolibero, l’ultimo Consiglio comunale del 2025: tra atti dovuti, scelte mancate e la necessità di una nuova responsabilità civica

L’ultimo Consiglio comunale del 2025 a Castrolibero non è stato un passaggio rituale di fine anno.

È stato, piuttosto, uno specchio fedele dello stato della politica locale: delle sue scelte, delle sue inerzie e delle domande che restano aperte.

I punti all’ordine del giorno dalle aliquote IMU 2026 alla ricognizione dei servizi pubblici locali, fino alla verifica delle partecipazioni pubbliche non erano meri adempimenti tecnici. Erano, e sono, atti che raccontano una visione di città.

Ed è proprio da qui che occorre partire.

Oltre la burocrazia: quando gli atti diventano politici

Due norme hanno fatto da filo conduttore all’intero Consiglio:

  • l’ 30 del D.Lgs. 201/2022, che impone la ricognizione dei servizi pubblici locali in termini di efficienza ed efficacia;
  • l’ 20 del D.Lgs. 175/2016 (TUSP), che obbliga a verificare l’indispensabilità delle partecipazioni pubbliche.

In entrambi i casi, il legislatore non chiede semplicemente di “elencare” servizi o quote societarie. Chiede di valutare, di misurare, di decidere.

E proprio qui emergono le prime criticità.

IMU 2026: continuità fiscale o rimozione della realtà?

La conferma delle aliquote IMU per il 2026 è stata presentata come una scelta tecnica, necessaria a garantire l’equilibrio di bilancio.

Ma la fiscalità locale non è mai neutra.

Per decenni Castrolibero è stata costruita attorno a un modello preciso: quello di centro residenziale di pregio.

Oggi, però, i segnali sono evidenti: svalutazione immobiliare, servizi percepiti come insufficienti, difficoltà crescenti per famiglie e proprietari.

In questo contesto, mantenere invariata l’imposizione significa porre una domanda di fondo:

è giusto continuare a tassare come se quel modello fosse ancora intatto, quando la realtà è cambiata?

La questione non è ideologica, ma di equità fiscale.

Se la rendita reale diminuisce e la pressione fiscale resta invariata, il rischio è che l’imposta diventi una forma di compensazione per scelte politiche non più sostenibili.

Servizi pubblici locali: quando l’efficienza resta sulla carta

La ricognizione dei servizi pubblici locali avrebbe dovuto rappresentare un momento di verità. E invece restituisce un quadro problematico.

Servizio idrico

La gestione presenta costi elevati a fronte di disservizi cronici. La crisi idrica non è un evento improvviso, ma il risultato di una mancata programmazione pluriennale.

Esistono responsabilità anche dell’Ente, a partire dalla corretta definizione delle utenze fino alla necessità, più volte sollevata, di una revisione complessiva della rete che non è ancora avvenuta.

Trasporto scolastico

Ritardi, soluzioni tampone, domande perse. Un servizio essenziale che dovrebbe garantire uguaglianza e accesso finisce per lasciare indietro proprio chi ne ha più bisogno.

Servizi cimiteriali e project financing

Il caso del nuovo cimitero è emblematico. Il project financing avrebbe dovuto trasferire il rischio al privato e garantire efficienza.

Nei fatti, i ritardi sono pluriennali e il rischio è stato scaricato sui cittadini, chiamati a pagare subito per un servizio definitivo che definitivo non è.

Qui emerge un nodo politico chiaro: il problema non è lo strumento, ma il controllo pubblico. Quando l’Amministrazione diventa spettatrice, l’equilibrio salta.

Partecipazioni pubbliche: indispensabilità o inerzia?

La ricognizione delle partecipazioni ex art. 20 TUSP pone una domanda semplice ma scomoda:

a cosa servono oggi queste partecipazioni per Castrolibero?

Nel caso del GAL Savuto, il valore teorico dello strumento non è in discussione. Lo è, invece, l’efficacia concreta della partecipazione: pochi risultati misurabili, ricadute locali difficili da individuare.

La partecipazione nel Consorzio Valle Crati rappresenta per il Comune un’allarmante passività finanziaria. Su di essa pesa il contenzioso con il Consorzio stesso, a seguito di una sentenza del 2019 che ha già condannato l’Ente al pagamento di ingenti debiti, chiamando il Comune a risponderne direttamente in quanto socio.

È dunque urgente verificare se tali rischi, insieme ad altri contenziosi pendenti, siano stati correttamente accantonati a bilancio per salvaguardare l’equilibrio delle casse comunali.

Il TUSP è chiaro: non si resta perché si è sempre stati, ma perché serve oggi.

Il filo rosso: la responsabilità del controllo

Se c’è un elemento che unisce tutti i punti discussi nell’ultimo Consiglio comunale del 2025 è questo:

la responsabilità di controllo e programmazione. Non si tratta di gestire tutto direttamente, ma di:

  • definire obiettivi chiari,
  • pretendere risultati misurabili,
  • intervenire quando gli strumenti non

Senza questo, ogni ricognizione rischia di diventare un esercizio formale, ogni delibera un atto di continuità priva di visione.

Un augurio per il 2026: politica come azione civica

Il 2026 può essere un anno diverso per Castrolibero solo a una condizione: che la politica torni a essere azione civica, non amministrazione difensiva.

Servono meno narrazioni e più dati. Meno ritualità e più coraggio decisionale.

Meno inerzia e più responsabilità condivisa.

L’augurio non è quello di un consenso facile, ma di un confronto più maturo, capace di mettere al centro l’interesse collettivo e di riconoscere, quando serve, che cambiare rotta non è una sconfitta, ma un atto di dignità politica.

Perché amministrare non significa solo far quadrare i conti.

Significa dare un senso alle scelte, oggi, per non farle pagare domani ai cittadini.

Mostra di più
Pulsante per tornare all'inizio