
Duro attacco dell’opposizione sulla programmazione finanziaria e la gestione del territorio: il documento economico viene definito un “libro dei sogni” privo di concretezza. Unanimità totale, invece, per il riconoscimento di “Civitas Mariae”.
Nota integrale
Dichiarazione di voto Gruppo Futura consiglio del 31.03.2026 – DUP 2026-2028 – Civiats Mariae
Il 31 marzo rappresentava il termine ultimo – già prorogato – per l’approvazione del bilancio di previsione. Eppure, invece di arrivare a quella scadenza con lo strumento fondamentale di programmazione finanziaria approvato, il Consiglio si è trovato a discutere il DUP. Governare significa programmare per tempo, non rincorrere gli eventi.
Un passaggio che evidenzia con chiarezza un ritardo nella programmazione: perché il DUP dovrebbe precedere e guidare il bilancio, non sostituirsi ad esso quando i tempi sono ormai scaduti.
Entrando nel merito, il DUP che ci è stato presentato lascia più di una perplessità. Più che uno strumento di programmazione concreto, appare come un elenco di buone intenzioni: tante parole, pochi numeri, nessuna chiara gerarchia di priorità e soprattutto nessun collegamento reale tra obiettivi e risorse. In sostanza, più un “libro dei sogni” che un piano operativo.
Questo si vede chiaramente nei lavori pubblici, dove si continua a confondere la partecipazione ai bandi con la realizzazione delle opere. Ma partecipare non significa ottenere finanziamenti, né tantomeno realizzare interventi. Mancano certezze, tempi e coperture economiche.
Lo stesso vale per il turismo: si parla di strategie, di valorizzazione e di crescita, ma senza dati. Non sappiamo quante siano le presenze, quale sia l’impatto degli eventi, né quali risultati si vogliano raggiungere. Senza numeri, non si programma: si racconta.
Anche sui servizi essenziali emergono criticità che non possono essere ignorate. La raccolta differenziata, ad esempio, non è ancora attiva in tutte le contrade, nonostante il servizio venga pagato. Questo genera disagi, costi più alti e una evidente disparità tra cittadini. Allo stesso modo, abbiamo ricordato che servizi fondamentali come lo spazzamento meccanizzato e l’estensione della raccolta differenziata a tutto il territorio comunale non vengono garantiti da oltre un anno, nonostante siano previsti dal capitolato. Abbiamo chiesto con chiarezza quando verranno applicate eventuali penalità alla ditta.
Sul tema della depurazione, abbiamo contestato l’affermazione secondo cui il sistema a membrane “non ha mai funzionato bene”, perché una dichiarazione del genere genera confusione nei cittadini e rischia di alimentare dubbi sulla qualità del mare. Serve maggiore responsabilità nella comunicazione istituzionale, anche considerando che membri dell’attuale maggioranza governano questo territorio da oltre dodici anni.
Sul piano della sicurezza stradale, abbiamo criticato il metodo con cui è stato gestito l’impianto semaforico di Castromurro: prima approvato, poi modificato dopo un anno solo a seguito di nuove emergenze. È la dimostrazione di una gestione non programmata. Abbiamo ribadito la necessità di una pianificazione seria e dell’istituzione di un tavolo tecnico congiunto.
Per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, nel DUP compaiono stanziamenti del tutto insufficienti, in alcuni casi simbolici, come mille euro l’anno per la difesa del suolo. Una scelta che non può essere condivisa. Abbiamo inoltre contestato interventi come l’asfaltatura di strade in aree a rischio frana: senza opere strutturali, si tratta di risorse destinate a essere sprecate.
Sul fronte del PNRR e delle scuole, abbiamo chiesto chiarimenti sulle scadenze e sulle eventuali proroghe. È stato riferito che i lavori dovrebbero concludersi entro il 30 giugno 2026, con alcune criticità limitate alla scuola primaria. Un aspetto che continueremo a monitorare con attenzione.
Abbiamo poi sollevato il tema dell’impianto sportivo del palasport, chiedendo tempi certi sulla chiusura e sulle conseguenze per la stagione agonistica 2026/2027, che rischia di saltare completamente. Parliamo di circa 200 atleti che oggi non sanno dove potranno allenarsi: una risposta va data subito.
Sulla demografia, abbiamo chiesto quale visione abbia portato alla scelta di riconvertire la scuola di Laise in un asilo nido 0–2 anni, a fronte di un dato evidente: il forte calo delle nascite, con appena 28 nuovi nati nel 2025. Serve una programmazione che tenga conto della realtà, non scelte scollegate dai numeri.
Abbiamo inoltre denunciato la situazione del Museo del Mare, dove si registra un utilizzo non autorizzato dei locali e dei servizi. Abbiamo chiesto che ogni eventuale concessione venga regolarizzata e gestita con criteri di trasparenza.
Sul piano sociale, abbiamo parlato apertamente di una vera emergenza: aumentano le richieste di sostegno alimentare e i contributi per l’affitto. Non si può ignorare questo dato. Abbiamo anche proposto strumenti concreti, come la definizione agevolata, già adottata in altri comuni, per andare incontro alle difficoltà di cittadini e imprese.
Infine, abbiamo posto l’attenzione sull’area del Lido Azzurro, segnalando il degrado dei capannoni demaniali e chiedendo l’invio di una richiesta formale al Demanio per fare chiarezza su concessioni e responsabilità. Su questo punto abbiamo ottenuto una promessa, che ora dovrà essere mantenuta.
C’è poi il tema del dissesto finanziario: dopo oltre sei anni manca ancora chiarezza sullo stato reale della procedura e sui tempi di chiusura. Da più di un anno, inoltre, non vengono portate in Consiglio le relazioni previste dalla legge. Un vuoto che pesa e che meriterebbe ben altra trasparenza.
A tutto questo si aggiungono ulteriori criticità che confermano l’assenza di una visione concreta.
Il Documento Unico di Programmazione, infatti, non rappresenta il futuro del Comune, ma l’ennesima occasione mancata.
Sul Piano Strutturale Comunale, dopo 18 anni di ritardi, invece di approvare un Documento Preliminare già pronto e pagato dai cittadini, si propone un nuovo incarico. Questo significa solo una cosa: altri soldi pubblici spesi e ulteriori rinvii. Una scelta difficile da comprendere e ancora più difficile da giustificare.
Sul fronte della Protezione Civile, dal 2019 si parla di aggiornare il piano, ma nulla è stato fatto. Eppure si prevedono milioni di euro di investimenti. Senza una pianificazione aggiornata, queste risorse rischiano di essere prive di direzione, con conseguenze che possono incidere anche sulla sicurezza dei cittadini.
Infine, il centro storico: esiste un capitolo di bilancio dedicato alla sua riqualificazione, anche se le risorse sono minime non vengono utilizzate. Nel DUP non è previsto alcun intervento concreto. Un’occasione persa per una parte fondamentale della nostra comunità.
In definitiva, questo documento non guida il futuro del Comune. Racconta ciò che si vorrebbe fare, mentre i cittadini continuano a fare i conti con ciò che oggi non funziona.
Per questo la nostra posizione è chiara: siamo contrari, nel metodo e nel merito.
Perché quando la politica rinuncia alla chiarezza, alla responsabilità e alla concretezza, smette di governare e diventa propaganda. E noi, a questa propaganda, non intendiamo partecipare.
Abbiamo votato favorevolmente alla proposta di conferire alla città di Belvedere Marittimo il titolo di “Civitas Mariae”, accogliendo l’iniziativa promossa dalla Curia della Diocesi.
Un riconoscimento che valorizza la profonda e radicata devozione della comunità a Maria Santissima delle Grazie e Consolazione, elemento identitario che si tramanda da secoli attraverso fede, tradizioni e celebrazioni popolari.
Belvedere Marittimo, già riconosciuta come città di San Daniele Martire, potrà così affermarsi anche come “Civitas Mariae”, rafforzando ulteriormente il proprio patrimonio spirituale e identitario.
Il 2026, anno del centenario dell’incoronazione della Madonna delle Grazie, rappresenta un momento particolarmente significativo che rafforza il valore simbolico di questa nomina.
L’iniziativa si inserisce inoltre in una prospettiva di sviluppo territoriale, favorendo la promozione turistico-religiosa e la creazione di sinergie con i comuni del comprensorio.
Con questo voto favorevole, si intende dunque non solo custodire l’identità storica e spirituale della comunità, ma anche trasformarla in opportunità concreta di crescita e valorizzazione del territorio.
Gruppo Futura


