Calabria
De Biase (UilP Calabria): “Pensioni sempre più povere, Calabria maggiormente penalizzata”

“Le pensioni sono sempre più povere e il loro potere d’acquisto è sceso sensibilmente negli ultimi anni”.
Lo afferma Francesco De Biase, segretario generale della Uil Pensionati Calabria. “Inflazione e rivalutazioni aggiunge non hanno camminato di pari passo.
Gli assegni pensionistici sono aumentati nominalmente, ma non in maniera adeguata al costo della vita, compromettendo in maniera drastica il potere d’acquisto dei pensionati e delle pensionate”.
“Da questa situazione precisa il segretario della UilP Calabra Francesco De Biase sono scaturite una serie di conseguenze pregiudizievoli per i pensionati medi: la riduzione dei consumi e della spesa, una qualità della vita che è peggiorata sensibilmente, effetti svantaggiosi dal punto di vista sociale e sanitario, nella possibilità di accedere a servizi di prima necessità, ai beni alimentari, per la cura della casa e della persona.
E se è vero che nel mese di gennaio appena passato l’inflazione in Italia è scesa all’1%, è altrettanto vero che i prezzi del carrello della spesa (beni alimentari e cura della persona) sono aumentati del 2,1%.
Tutte criticità che si amplificano esponenzialmente in Calabria dove l’accesso ai servizi è particolarmente problematico, specie nelle aree interne che vivono la piaga dello spopolamento, e i sistemi di trasporto sono più precari.
A queste criticità si aggiunge un ulteriore dato: la Calabria registra il primato di pensioni povere e gli importi pensionistici più bassi d’Italia. E registra anche una consistente emigrazione della parte più giovane e, spesso, qualificata della popolazione. Competenze, contributi e Pil si spostano in altre aree del Paese.
Ciò determina la presenza sul territorio regionale di una percentuale crescente di popolazione anziana e fragile che vive in condizione di ristrettezza economica a causa dell’aumento del costo della vita, dei consumi e dei servizi”.
“La Calabria, pur non avendo competenza diretta sulle pensioni (che restano materia statale), può fare moltissimo precisa il segretario regionale della UilP – per integrare il reddito e migliorare concretamente la vita delle persone con pensioni basse.
Le regioni hanno infatti ampi margini su welfare, servizi, agevolazioni e sostegni economici indiretti. Basti pensare ad esempio a: contributi economici mirati, servizi sanitari e sociali potenziati, agevolazioni su trasporti, utenze e beni essenziali, politiche abitative e di comunità, supporto digitale e amministrativo.
O diversamente con Programmi di inclusione attiva, un “Volontariato socialmente utile” per anziani autosufficienti ed attivi, vincolato a semplici attività volontarie con riconoscimento economico simbolico quale ad esempio: supporto in biblioteche o musei, sorveglianza scolastica, cura del verde o trasmettendo il valore delle tradizioni.
Non sostituiscono lavoro dipendente, ma integrano reddito e favoriscono socialità, combattendo la solitudine.
La regione non può aumentare in modo diretto la pensione INPS, ma può aumentare il reddito disponibile e ridurre le spese, che per chi vive con poco è spesso ancora più importante”.
“Inoltre, tenuto conto che in pensione si va sempre più tardi e le pensioni sono sempre più povere, occorre intervenire conclude il segretario regionale della UilP con politiche nazionali appropriate e azioni mirate che consentano realmente di adeguare le pensioni pubbliche all’aumento dei prezzi e del costo della vita.
È una battaglia di civiltà e di tutela dei diritti dei cittadini che deve essere vinta a tutti i costi”.

