Domenico Battaglia: «A Gallico un vicolo intitolato ai fratelli Santoro “costruttori di orologi da torre”»

Gallico ricorda altri suoi figli illustri: i fratelli Santoro, “costruttori di orologi da torre e fonditori di campane”, come si legge nella targa del vicolo a loro dedicato.
Il sindaco facente funzioni del Comune di Reggio Calabria, Domenico Battaglia, insieme al consigliere Giuseppe Giordano, hanno preso parte a Gallico alla cerimonia di intitolazione.
Erano presenti anche il presidente della Commissione Toponomastica, Domenico Cappellano, e Mimmo Mazzu, che si è occupato della ricerca storica relativa a personalità che hanno dato prestigio alla comunità gallicese, con testimonianze e aneddoti narrati dalla famiglia.
«Ringrazio la famiglia ha evidenziato Battaglia è un’operazione che restituisce dignità e, soprattutto, memoria a questa comunità. Chi passerà da qui non solo saprà, ma sarà anche incuriosito a scoprire le storie che ho avuto modo di ascoltare questa mattina, storie che meritano di essere tramandate.
È un continuo aggiungere valore al lavoro della Commissione Toponomastica, che con impegno porta avanti un percorso importante di recupero e valorizzazione della nostra identità. Mimmo Cappellano ha fatto una sintesi davvero egregia.
Grazie a quanti hanno contribuito a restituire aneddoti e frammenti del passato, consentendoci di riscoprire una Reggio meravigliosa che, proprio attraverso queste storie, abbiamo imparato ad apprezzare ancora di più nella sua bellezza e nella sua gentilezza.
Stiamo lavorando alla realizzazione del Museo del Mare: proprio ieri è stato pubblicato l’avviso per la manifestazione d’interesse sui contenuti della struttura.
Ci sono tante testimonianze che meritano di essere esposte, perché raccontano Reggio in tutta la sua ricchezza, ed è importante che chi può contribuisca con idee e proposte».
«Un esempio imperituro: la famiglia Santoro ha dato lustro alla comunità e rappresenta una pagina significativa della nostra storia ha poi aggiunto il consigliere Giordano si sono distinti non solo come fonditori: le campane sono una testimonianza encomiabile del loro lavoro, apprezzato ben oltre i confini locali, fino ad arrivare in America.
Una tradizione e un’eredità che meritano di essere ricordate, valorizzate e meglio conosciute.
La grandezza della famiglia non si è esaurita nel tempo: anche come educatori e nel campo artistico continuano a perpetuare un luminoso esempio per le nuove generazioni».
Nel suo intervento, Giordano ha inoltre ricordato con stima la figura del professore Pino Santoro.
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