Don Augusto Porso celebra 60 anni di sacerdozio: un mese di appuntamenti nella Riviera dei Cedri

di Nicoletta Toselli
Sessant’anni di sacerdozio al servizio della Chiesa e delle comunità. Da domani, mercoledì 4 settembre, iniziano le celebrazioni per il giubileo sacerdotale di don Augusto Porso, il sacerdote calabrese studioso di Sant’Agostino che lo scorso anno consegnò il Cedro nelle mani di Papa Francesco.
Nato e ordinato a Santa Maria del Cedro, don Augusto ha svolto il suo ministero in diverse realtà della Riviera dei Cedri, ma anche a Roma, in Inghilterra, Svizzera e Canada, dove collaborò con l’allora giovane sacerdote Frank Leo, oggi cardinale arcivescovo di Toronto. La sua azione pastorale è sempre stata contraddistinta da un forte impegno nella formazione culturale, intrecciata a quella spirituale e sociale.
Il programma delle celebrazioni si apre domani, 4 settembre, alle ore 10:30, nella Chiesa dello Spirito Santo a Santa Maria del Cedro, lo stesso luogo e la stessa ora in cui sessant’anni fa avvenne la sua ordinazione sacerdotale. Al termine della funzione saranno distribuite bottigliette con acqua benedetta proveniente da Lourdes.
Gli appuntamenti proseguiranno domenica 7 settembre, alle ore 18:00, con la celebrazione eucaristica nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Marcellina, aperta al culto proprio da don Augusto, insieme ai locali parrocchiali. A presiedere sarà il vescovo diocesano, monsignor Stefano Rega.
Il 14 settembre, alle ore 11:00, don Augusto tornerà a Tortora, nella Chiesa di San Pietro Apostolo, comunità che ha servito per molti anni. Infine, sabato 20 settembre, alle ore 17:00, concluderà il percorso di ringraziamento con la celebrazione eucaristica nella parrocchia Madonna del Carmine a Belvedere Marittimo.
Parallelamente, don Augusto presenterà anche i suoi più recenti lavori dedicati alla figura di Anselmo d’Aosta, a testimonianza di un cammino che ha sempre unito fede e studio.
Le comunità della Riviera dei Cedri sono invitate a partecipare a questo percorso celebrativo, che rappresenta non solo un traguardo personale ma anche un’occasione di grazia e di crescita collettiva.

