Catanzaro

Francesco Grandinetti “Piazza Mazzini: restituire spazio, respiro e identità alla città”

Restituire Piazza Mazzini alla sua funzione originaria, aprirla davvero alla collettività, alle famiglie, ai bambini e alla vita sociale della città: è questa la proposta che avanzo come presidente dell’associazione LAMETIA ENONSOLO.

Ritengo necessario avviare una riflessione seria e coraggiosa sulla rimozione dell’attuale struttura sopraelevata, oggi percepita da molti cittadini come un elemento estraneo al contesto urbano, più capace di generare degrado che valore.

Una struttura che nasconde alberi secolari, interrompe le visuali storiche e copre la vista del Castello per chi si trova all’interno della piazza, privando questo spazio di uno dei suoi riferimenti identitari più importanti.

Piazza Mazzini deve tornare a respirare e a svolgere il ruolo che ha sempre avuto nella storia della città: uno spazio aperto, vissuto, attraversabile, in cui le persone possano incontrarsi, sostare e riconoscersi.

Oggi quella struttura non solo limita la piena fruizione della piazza, ma rischia di continuare ad essere  un ricettacolo di negatività, sottraendo luce, aria e percezione di sicurezza. La sua eliminazione permetterebbe, al contrario, di riaprire completamente lo spazio, valorizzando ciò che già esiste senza stravolgere l’assetto urbano.

Desidero inoltre chiarire un punto fondamentale: l’eliminazione della struttura non comporterebbe costi proibitivi. E, se fosse vero quanto più volte dichiarato, ovvero che esistono circa 70.000 euro già finalizzati al miglioramento di Piazza Mazzini, credo che il modo migliore per iniziare sia proprio questo: liberare la piazza.

Non solo. I materiali e i pezzi rimossi potrebbero essere riutilizzati in modo intelligente e funzionale, evitando sprechi. Con essi si potrebbero realizzare tettoie e coperture per le zone di attesa nelle aree di stazionamento, arrivi e partenze dei bus, in particolare nei pressi delle scuole, offrendo riparo e sicurezza a studenti e famiglie.

Gli alberi secolari, finalmente liberi e visibili, entrerebbero così a pieno titolo nel tessuto urbano, diventando parte integrante della vita della piazza. Le aree verdi potrebbero essere ampliate anche senza modificare l’attuale assetto, restituendo centralità alla natura e migliorando la qualità della vita.

Con una visione chiara e condivisa, Piazza Mazzini potrebbe inoltre trasformarsi per le a occasioni  in un grande teatro all’aperto, capace di ospitare almeno 3.000 persone: uno spazio ideale per eventi culturali, spettacoli, incontri pubblici e momenti di aggregazione.

Questo significherebbe anche superare la logica dei parcheggi stanziali, che oggi soffocano la piazza e ne snaturano la funzione.

Un ruolo simbolico centrale lo avrebbe il grande Platano attualmente illuminato, destinato a diventare il vero ingresso della piazza, un segno riconoscibile e identitario, capace di accogliere cittadini e visitatori.

La mia non è una proposta ideologica, ma una proposta di buon senso, che guarda alla storia di Piazza Mazzini e, allo stesso tempo, al suo futuro.

Aprire gli spazi significa aprire la città alle persone.

Chiedo ascolto, confronto e partecipazione, con un obiettivo chiaro: ridare a Piazza Mazzini il suo respiro, la sua bellezza e la sua funzione sociale, nel rispetto della memoria e con uno sguardo rivolto al futuro.

Francesco Grandinetti Presidente LAMETIA E NON SOLO

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