Fuscaldo, i Sindaci del tirreno cosentino fanno fronte comune: “Basta interventi a macchia di leopardo contro l’erosione”

FUSCALDO (CS) – Il mare non si ferma davanti ai confini comunali e, di fronte a un’emergenza che divora metri di spiaggia e minaccia le infrastrutture, il Tirreno Cosentino decide di rispondere con una voce sola. Nella giornata di oggi, 20 febbraio 2026, il salone di rappresentanza della delegazione municipale di Fuscaldo Marina ha ospitato un vertice operativo cruciale che ha visto protagonisti i primi cittadini e i delegati di Acquappesa, Belvedere Marittimo, Bonifati, Cetraro, Guardia Piemontese, Fuscaldo, Longobardi, Paola, Sangineto e San Lucido. L’obiettivo è chiaro: superare definitivamente la stagione degli interventi “tampone” e frammentati per dare vita a una strategia di difesa costiera unitaria e strutturale.
Il documento scaturito dall’incontro muove da una premessa amara ma realistica. Per troppo tempo la gestione del dissesto idrogeologico è stata affidata a soluzioni emergenziali, con opere differenziate da comune a comune che spesso hanno risolto un problema locale creandone uno nuovo pochi chilometri più in là. I Sindaci concordano sulla necessità di un ripensamento complessivo dei modelli di intervento, chiedendo con forza un cambio di paradigma che metta al centro la programmazione scientifica e la responsabilità condivisa. La costa tirrenica, definita come un mosaico paesaggistico e culturale inestimabile, non può più permettersi una pianificazione discontinua che ne comprometta l’equilibrio ambientale e il tessuto economico legato al turismo.
Le richieste indirizzate alla Regione Calabria e allo Stato sono precise e ambiziose. Si parte dalla redazione di un Progetto Unitario di Difesa Costiera, un piano organico che tratti l’intero litorale come un unico ecosistema, supportato dalla creazione del “Contratto di Costa”. Quest’ultimo viene inteso come uno strumento di programmazione strategica per la cura del territorio e la salvaguardia delle risorse idriche, capace di armonizzare lo sviluppo locale con la mitigazione del rischio ambientale. I primi cittadini invocano inoltre una pianificazione tecnico-scientifica integrata, basata sullo studio serio delle correnti e dei sedimenti, che consenta di progettare opere durature e coerenti tra loro.
Per trasformare questa visione in realtà, gli amministratori locali sollecitano lo stanziamento di risorse economiche certe e pluriennali, svincolate dalle logiche dell’urgenza del momento. Viene inoltre proposta l’istituzione di un Tavolo Permanente di Coordinamento per garantire trasparenza e uniformità nelle scelte progettuali. Un punto cardine delle rivendicazioni riguarda infine la burocrazia: i Sindaci chiedono una deroga alle normative vigenti per snellire l’iter degli interventi, permettendo risposte rapide ed efficaci in un contesto territoriale sempre più fragile. “La costa è un sistema unico e la sua difesa deve essere altrettanto unica”, conclude il manifesto, sigillando un impegno compatto per il futuro di un patrimonio che appartiene all’intera collettività.


