Calabria

Calabria: ordinanza “Fase due”, Dieni «Schizofrenia politica, Santelli la ritiri»

federica dieni

La schizofrenia politica di Jole Santelli è sconcertante e rischia di vanificare i tanti sacrifici fatti dai calabresi in questi ultimi mesi. La governatrice ha offerto al centrodestra la regione che amministra affinché venisse strumentalizzata politicamente nell’ambito della lotta contro il governo Conte.

Ma la salute dei calabresi non può essere messa a repentaglio da giochi di potere irresponsabili e sconsiderati. La riapertura dovrà esserci, ma dovrà essere un processo graduale, non repentino e immotivato. Quando sarà il momento, cittadini e imprese dovranno essere preparati alla “fase 2” e messi in condizione di rispettare le norme sul distanziamento.

La Calabria non sarebbe in grado di far fronte a una nuova emergenza sanitaria, e le ultime disposizioni di Santelli non rispettano neppure lo straordinario impegno di medici, infermieri e operatori sanitari che in questi mesi hanno messo in pericolo la loro vita per tutelare la nostra.

Così la deputata del Movimento 5 stelle Federica Dieni in merito all’ultima ordinanza sulla “Fase 2” firmata da Santelli.

Per fortuna continua la portavoce alla Camera, decine e decine di sindaci hanno già dichiarato, con grande senso di responsabilità e coraggio, la loro contrarietà e si opporranno al provvedimento di Santelli per mezzo di contro-ordinanze.

Il governo, da parte sua, a breve invierà alla Regione Calabria formale diffida la quale, nel caso in cui non dovesse essere recepita, costituirà il primo passo in vista dell’impugnativa davanti al Tar o alla Consulta. Santelli è ancora in tempo per rimediare a una figuraccia politica che potrebbe avere conseguenze ben peggiori per una popolazione che, finora, si è contraddistinta per il rispetto delle regole governative, fondamentale per il contenimento del contagio.

La presidente calabrese conclude la deputata 5 stelle non ha altra scelta se non quella di ritirare l’ordinanza, nella speranza che faccia anche pace con se stessa. I calabresi non dimenticano che, fino a due giorni fa, sbraitava contro il ritorno dei fuorisede deciso dal governo e il trasferimento di alcuni migranti dalla Sicilia. Adesso le sue disposizioni vanno in senso totalmente opposto. Politicamente non è certo un segnale incoraggiante.

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