Cosenza

Giubileo delle Pro Loco 2025: una giornata di comunità, visione e territorio

Il ruolo centrale di Capellupo e Antonello Grosso La Valle, con le voci dei protagonisti calabresi

Il Giubileo delle Pro Loco 2025, svoltosi al Santuario di San Francesco di Paola, si è rivelato un appuntamento capace di unire spiritualità, confronto e progettualità. Una giornata intensa, segnata dalla partecipazione di amministratori, volontari, dirigenti e cittadini, che hanno contribuito a delineare l’immagine di un movimento vivo, radicato, orientato al futuro.

Al centro del dibattito la visione del presidente regionale Filippo Capellupo, che ha richiamato il ruolo strategico delle Pro Loco come rete di prossimità, custodi di tradizioni e presìdi culturali capaci di generare coesione. Accanto a lui, il presidente provinciale Antonello Grosso Lavalle ha guidato il confronto sulla governance e sulle nuove sfide del Terzo Settore, ribadendo la necessità di un coordinamento efficace tra territori.

Durante il Giubileo delle Pro Loco 2025, i protagonisti hanno contribuito con interventi che hanno messo in luce diverse sfaccettature del territorio e del volontariato calabrese. Elisabetta Santonianni, assessore regionale ha sottolineato l’importanza di promuovere le tradizioni locali e valorizzare le Pro Loco come presidi di comunità. Angelo Brutto, consigliere regionale, ha evidenziato come il volontariato rafforzi il tessuto sociale e la partecipazione civica, mentre Francesco Chiaravalle, consigliere provinciale, ha richiamato la necessità di un coordinamento efficace tra amministrazioni e associazioni locali per sostenere progetti concreti di sviluppo culturale e turistico.

Il costituzionalista Walter Nocito, con un intervento denso e apprezzato, ha ricordato che il volontariato è prima di tutto un atto civico che rafforza la democrazia e la partecipazione, offrendo una riflessione che ha aggiunto profondità all’intera giornata.

Liborio Bloise, Commissario Straordinario del Parco Nazionale della Sila, ha illustrato le opportunità di valorizzazione del patrimonio naturalistico, promuovendo percorsi sostenibili e iniziative di tutela ambientale condivisa. Daniele Donnici, esperto di Destination Management, ha evidenziato strategie per aumentare l’attrattività del territorio tramite una gestione integrata delle risorse culturali, naturali e turistiche, mentre Francesco Imbroise ha portato la testimonianza diretta del coinvolgimento locale nelle attività di promozione culturale e partecipazione civica.

Maria Elena Senese, Segretario Generale UIL Calabria, ha richiamato il valore del lavoro associativo e del volontariato come strumenti per rafforzare coesione sociale, diritti dei cittadini e opportunità formative. L’Assessore alle politiche sociali, Istruzione.e Pari Opportunità Paola Ristoro del Comune di Paola ha evidenziato come la collaborazione tra istituzioni e Proloco possa tradursi in eventi di successo capaci di attrarre visitatori e consolidare il senso di comunità, mentre Francesco Garofalo, docente all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, ha offerto una lettura scientifica e storica delle tradizioni locali, sottolineando come cultura e memoria possano diventare leve di sviluppo sostenibile per il territorio. Infine, Piero Di Giuseppe ha portato il proprio contributo al dibattito evidenziando il ruolo delle realtà associative locali come motore di innovazione e partecipazione civica.

Accanto a loro le numerose testimonianze hanno arricchito il momento assembleare, contribuendo a restituire l’immagine di una provincia che si riconosce nella propria identità. Sono intervenuti amministratori e rappresentanti del territorio ciascuno portando un punto di vista unico sulle esigenze della propria comunità.

Il percorso spirituale è stato guidato da Padre Antonio Bottino, che con la sua riflessione ha richiamato al valore del servizio e della dedizione, accompagnando i partecipanti nel momento più simbolico: l’attraversamento della Porta Santa e la celebrazione della Santa Messa conclusiva.

Hanno partecipato la Banda di Paola, la Banda di Santa Maria del Cedro, la Banda di Tortora e la Banda di Aieta, ciascuna portando la propria storia e il proprio repertorio. La loro musica ha reso la giornata più solenne e festosa, dimostrando come arte e cultura siano strumenti concreti di identità e coesione territoriale. Le bande non sono solo gruppi musicali: rappresentano il legame tra generazioni, un laboratorio sociale e culturale dove giovani e meno giovani si incontrano, imparano, condividono e crescono insieme. La loro presenza nelle celebrazioni religiose, nelle feste patronali e negli eventi civili testimonia l’importanza della musica come strumento di coesione e identità comunitaria.

Il Giubileo delle Pro Loco 2025 ha mostrato una Calabria operosa, consapevole, orgogliosa delle sue radici. Una rete fatta di persone che credono nella cultura dell’accoglienza e nella cura del territorio, sostenute da un sistema — quello delle Pro Loco — che continua a crescere grazie alla visione condivisa di chi guida il movimento e all’impegno quotidiano di chi lo anima sul campo.

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