Mer. Giu 23rd, 2021

I capigruppo di maggioranza a palazzo san giorgio “Non accettiamo lezioni di moralità, su beni confiscati lavoro straordinario”

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I capigruppo di maggioranza respingono al mittente le critiche strumentali dell’opposizione: “Vuote invettive sono per noi medaglie al petto”

La lotta alla mafia è un tema talmente delicato che non può scadere a livelli così infimi e bassi di contrapposizione politica. Ciò che taluni, oggi, affermano dai banchi della minoranza di Palazzo San Giorgio fa veramente rabbia perché non si può gettare in bagarre o, ancora peggio, strumentalizzare il lavoro che, in questi anni, l’amministrazione comunale ha mirabilmente condotto sul tema del riutilizzo a scopi sociali dei beni confiscati alla criminalità.

Le vuote invettive avanzate dai consiglieri di minoranza sono per noi delle medaglie al petto. Ma soprattutto: da che pulpito viene la predica?”. È quanto affermano in una nota i capigruppo di maggioranza a Palazzo San Giorgio.

Un impegno costante prosegue la nota duraturo, incisivo e riconosciuto in tutta Italia tanto da essere elevato ad esempio nelle più importanti e prestigiose assemblee del Paese. Si tratta infatti, di un’attività laboriosa e talmente significativa che, soltanto qualche tempo fa, ha portato il direttivo dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e destinazione dei beni confiscati a riunirsi proprio a Reggio Calabria.

Fu quello, un segnale molto forte di affermazione e promozione delle azioni intraprese dall’amministrazione, guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà, capace, in pochi mesi, di rilanciare una strategia divenuta simbolo di trasparenza e meritocrazia.

Oggi le case dei boss le abitano le persone svantaggiate. Oggi le ricchezze sottratte alla criminalità sono diventate, in tutto e per tutto, patrimonio della collettività. E nei beni confiscati assegnati al Comune di Reggio sono ospitate decine di splendide esperienze sociali di riscatto e di servizio alla comunità.

Cosa va dunque, blaterando la minoranza di centrodestra? Smemorati e in malafede, questo sono. Perché noi abbiamo raccolto dalle macerie un Comune, fino a quel momento, guidato da una Commissione prefettizia insediatasi dopo lo scioglimento per le infiltrazioni mafiose dipanatesi negli stessi anni in cui, alcuni che adesso vanno blaterando falsità e menzogne, sedevano senza però sentire, vedere o parlare. Senza denunciare nulla di quanto accertato dalla magistratura e dal Ministero dell’Interno.

Ma davvero: di cosa stanno parlando? Da chi dovremmo prendere lezioni di etica, moralità e buone prassi? Dagli stessi che votavano ogni cosa senza colpo ferire? Da chi, giustappunto, arriva la predica?”

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