I cittadini di Mosorrofa scendono in strada per protestare contro la cabina elettrica autorizzata dal comune

La giornata non è delle migliori ma nonostante le incertezze del tempo una folta folla si è radunata nella spianata di Bufano (Mosorrofa RC) attorno alla contestata cabina elettrica per manifestare contro la decisione del comune di consentire il posizionamento della cabina proprio in quel punto.
Presenti anche, accompagnati dai loro genitori, tanti bambini che aspettano invano ormai da troppo tempo un parco giochi e uno spazio dedicato a loro e lo invocano gridando in coro “vogliamo un parco giochi, vogliamo un parco giochi”.
Il Presidente del Comitato di quartiere Mosorrofa richiamando l’invito sui social alla partecipazione alla manifestazione di protesta per mettere in risalto la mancanza di attenzione verso i territori e di dialogo con i cittadini dell’attuale amministrazione comunale, sottolinea che la stessa vuole essere anche di indirizzo e sprone alla prossima amministrazione che verrà, qualunque essa sarà.
Con brevi cenni di storia mette in luce la vocazione della spianata di Bufano sorta dopo che nel 1989 il campo sportivo di Mosorrofa veniva chiuso perché non regolamentare per giocare in categoria e si decise di costruire il nuovo stadio sacrificando un bellissimo uliveto secolare del quale rimane solo qualche rappresentante. Realizzata la spianata così com’è adesso i lavori si fermarono.
Arrivò Falcomatà, fece vari incontri in paese e si condivise di abbandonare l’idea dello stadio per fare un centro polifunzionale.
Progettazioni, finanziamento, annuncio inizio lavori, stop. La zona è a rischio idrogeologico, si dichiarò senza mai fare una perizia vera e propria.
Quel progetto venne spostato nell’ex campo sportivo e su di Bufano si cominciò a progettare un’area verde con parco giochi e annesso parcheggio e altro. Solo promesse niente di concreto. Si continuava a promettere che l’area sarebbe stata valorizzata.
Infatti, per valorizzarla, ci mettono al centro una cabina elettrica. L’area di Bufano era stata espropriata per un uso ben preciso, se la destinazione dell’area non è stata variata prima di dare il consenso ai lavori di messa in opera della cabina forse si potrà ancora chiedere di rimuoverla.
Questa cabina elettrica, che tra l’altro è stata installata in un’area ad alto rischio idrogeologico (come aveva dichiarato un tecnico del comune senza averlo mai dimostrato), se resterà, sarà un monumento a peritura memoria dell’efficienza e della lungimiranza dei 12 anni dell’era Falcomatà, dei facenti funzione, degli assessori e delle giunte che si sono susseguite.
Resterà a memoria dell’inettitudine di un apparato comunale (amministrazione, dirigenti e tecnici) che non ha saputo o voluto ascoltare i cittadini. Ignoranza o dolo questa è l’alternativa.
La manifestazione non è per piangersi addosso ma è la denuncia di una comunità piagata, ma mai rassegnata a vedere il proprio paese bistrattato da una classe politica incompetente e arrogante che nega pure il dialogo, che non prova a cambiare le cose neanche di fronte all’evidenza.
“Il Comitato, apartitico e di nessun colore politico preconcetto, ha deciso nella prossima tornata elettorale di scendere in campo.
Vuole portare dentro il palazzo Mosorrofa e Sala di Mosorrofa e le loro esigenze” dice Andidero e invita tutti a votare per il candidato o i candidati che presenterà il Comitato senza pensare alle ideologie o ai colori, senza pensare alle parentele o alle amicizie, ma solo a dare una rappresentanza a Mosorrofa e Sala di Mosorrofa.
Conclude invitando soprattutto quelli che ormai non si recano più a votare perché non si crede più alle promesse elettorali sottolineando che il Comitato non promette niente di più di quello che ha cercato di fare in questi anni. Conclude con “La nostra sarà una candidatura di servizio al paese e alla città, se lo vorrete potrà diventare realtà”.


