Il Fusillo Orsomarsese torna protagonista con la Sagra di Qualità: cultura e gusto nel cuore del Pollino

di Nicoletta Toselli
ORSOMARSO – A Orsomarso il tempo della tradizione torna a scorrere lento e denso di significato. È il tempo del fusillo, simbolo identitario di una comunità che ha saputo trasformare un piatto in patrimonio, un gesto in racconto. Dal 11 al 14 agosto 2025, il borgo montano incastonato tra le gole del Parco Nazionale del Pollino accoglie la nuova edizione della Sagra di Qualità del Fusillo Orsomarsese, appuntamento atteso e ormai riconosciuto nel panorama delle eccellenze enogastronomiche italiane.
Unica nel suo genere lungo tutto l’alto Tirreno cosentino e la Riviera dei Cedri, la manifestazione ha ottenuto – tra le sole quattro in Calabria – il prestigioso marchio “Sagra di Qualità” conferito dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (UNPLI), a testimonianza dell’impegno nella tutela delle tradizioni autentiche e nella promozione del territorio.
Organizzata dalla Pro Loco di Orsomarso, guidata dal Dott. Giuseppe Campagna, con il patrocinio del Comune e il sostegno delle sedi UNPLI di Cosenza e Calabria, la sagra si svolgerà con profumi, musiche popolari, stand artigianali e naturalmente con il sapore inconfondibile del fusillo fatto a mano.
Non è solo una festa del gusto. È una dichiarazione d’identità. Il fusillo orsomarsese, lavorato secondo un rituale antico, con il ferro e la farina, è molto più di una pasta: è la narrazione di un sapere trasmesso di generazione in generazione, una forma di resistenza culturale che si rinnova ogni estate, coinvolgendo residenti e turisti in un’esperienza collettiva di memoria e convivialità.
Niente lustrini, nessuna star televisiva della cucina: qui la qualità non ha bisogno di palcoscenici mediatici. A parlare sono le mani delle donne che impastano, gli occhi curiosi dei bambini che osservano, le bocche che assaggiano e si sorprendono. La sagra è un atto d’amore verso un territorio che non cerca di essere alla moda, ma di essere sé stesso – e per questo riesce ad affascinare.
Un invito, dunque, non solo a partecipare, ma a lasciarsi coinvolgere. Perché chi arriva ad Orsomarso ad agosto, non partecipa a un semplice evento: entra a far parte di una comunità, anche solo per una sera. E porta con sé, tra i ricordi, il gusto di un fusillo e la voce di un paese che sa ancora raccontare.

