Cosenza

Il servizio della verità come atto d’amore: il messaggio di Mons. Rega per la festa dei giornalisti

di Nicoletta Toselli

In occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione, il Vescovo della Diocesi, Mons. Stefano Rega, ha rivolto un saluto profondo e riconoscente a chi quotidianamente opera nel delicato mondo dell’informazione. Il messaggio giunge in un momento storico complesso, in cui la velocità della notizia rischia spesso di oscurarne la profondità, e si pone come una riflessione necessaria sul ruolo etico e sociale della professione.

Mons. Rega ha voluto sottolineare come il lavoro giornalistico non debba essere inteso come una semplice mansione tecnica, quanto piuttosto come una missione civile e umana. «Il vostro non è solo un mestiere, ma un servizio: dare voce a chi non ce l’ha, raccontare la realtà senza semplificarla, custodire la verità anche quando è fragile o scomoda», ha dichiarato il Vescovo. In un panorama mediatico spesso saturo di “rumore” e frammentazione, l’invito è quello di riscoprire il valore del coraggio, inteso come dedizione verso il prossimo e verso la comprensione dei fatti.

Il messaggio del presule si è poi intrecciato con il magistero pontificio, richiamando le parole di Papa Leone XIV per la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Al centro della riflessione emergono pilastri quali l’onestà, la trasparenza e la capacità di visione. «Nessuno può sottrarsi alla propria responsabilità di fronte al futuro che stiamo costruendo», ha ricordato Mons. Rega, evidenziando il dovere morale di condividere la conoscenza come base fondamentale del diritto a essere informati.

In conclusione, l’augurio di Mons. Stefano Rega per tutta la comunità dei comunicatori è quello di saper guardare oltre il dato numerico o il titolo sensazionalistico: «Continuare a custodire voci e volti umani, perché dietro ogni notizia ci sono persone. Che il vostro lavoro sia sempre spazio di incontro, di verità e di speranza per tutta la comunità». Un richiamo, dunque, all’umanità come bussola necessaria per orientarsi nel complesso ecosistema dell’informazione contemporanea.

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