Italia

La radio tra memoria e futuro: a Roma anche la voce della Calabria

di Nicoletta Toselli

ROMA – La radio come strumento di libertà, innovazione e radicamento territoriale. Giovedì 15 gennaio 2026, nella Sala Conferenze della Stampa Estera di Roma, a Palazzo Grazioli, sarà proiettato il docufilm Lo Scrigno Parlante, accompagnato dalla presentazione dell’omonimo libro che ripercorre la storia della radio italiana e la sua capacità di resistere e rinnovarsi nel tempo.

All’iniziativa prenderanno parte Elettra Marconi e Guglielmo Marconi junior, a sottolineare il valore simbolico e storico dell’eredità marconiana. Il docufilm è firmato dal giornalista e documentarista Vittorio Muscia di Cine3.
L’opera viene presentata in occasione del cinquantesimo anniversario della sentenza n. 202 del 28 luglio 1976 della Corte Costituzionale, che sancì la fine del monopolio RAI, aprendo la strada alla nascita e allo sviluppo delle radio e televisioni libere locali. Un passaggio che ha inciso profondamente anche in Calabria, dove l’emittenza locale ha rappresentato per decenni uno strumento essenziale di informazione, partecipazione e racconto dei territori.

Nella seconda parte del libro, Antonio Diomede, presidente della REA, ricostruisce le battaglie per la libertà d’antenna e il ruolo delle emittenti locali, soffermandosi anche sull’esperienza del Circuito Nazionale delle 100 Radio TV REA, presente in tutte le regioni italiane, Calabria compresa.
Proprio le radio calabresi vengono richiamate come esempio di presidio informativo capace di tenere insieme identità culturale, informazione di prossimità e pluralismo, in un contesto spesso complesso e periferico rispetto ai grandi centri decisionali. Un contributo che ha permesso di dare voce a comunità, istanze sociali e battaglie civili, mantenendo vivo il legame tra comunicazione e territorio.

Durante la cerimonia saranno conferite trentadue benemerenze onorarie a editori e giornalisti che, dal 1976 al 2026, hanno segnato la storia della radiotelevisione locale italiana. Tra i premiati figura anche Fabrizio Abbate, presidente di Assodiritti, riconosciuto per l’impegno a tutela dei diritti civili, della libertà di espressione e del pluralismo informativo, valori che trovano nella radio locale – e in particolare nelle esperienze calabresi – una delle loro espressioni più autentiche.
È prevista inoltre la presenza dell’Marcello Gemmato, a testimonianza dell’attenzione istituzionale verso il ruolo sociale e culturale dell’emittenza radiotelevisiva locale.

Un appuntamento che non si limita alla celebrazione del passato, ma che rilancia il valore della radio come strumento ancora attuale di democrazia, partecipazione e racconto dei territori, capace di tenere insieme memoria, innovazione e identità, anche e soprattutto nelle realtà del Sud.

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