Calabria

Legge Finanziaria 2026: screening oncologici e salute mentale, la Calabria non può perdere l’occasione

di Nicoletta Toselli

La Legge Finanziaria 2026 (legge n. 199/2025), pur nel quadro delle note criticità legate all’ammontare complessivo del Fondo Sanitario Nazionale, apre uno spazio significativo di intervento su due ambiti strategici della sanità pubblica: la salute mentale e gli screening oncologici. Due settori nei quali la Calabria continua a registrare ritardi strutturali, con difficoltà evidenti nel garantire livelli di assistenza adeguati.

Sul fronte degli screening oncologici, i dati ufficiali relativi al 2024 restituiscono un quadro particolarmente preoccupante. In Calabria, la percentuale di adesione ai programmi di screening organizzati risulta ampiamente al di sotto delle soglie minime previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Per lo screening della cervice uterina, solo il 12,2% delle donne ha effettuato il test di primo livello, a fronte di una soglia di sufficienza fissata al 25%. Ancora più marcato il divario per lo screening mammografico, che si ferma al 15,2% rispetto al 35% richiesto, e per il colon-retto, dove l’adesione è pari appena al 4,5%, contro una soglia minima del 25%. Percentuali che rappresentano il livello minimo di sufficienza e non il risultato atteso, che dovrebbe attestarsi ben oltre il 50-60%.

La Finanziaria 2026 interviene su questo scenario introducendo importanti novità. È prevista l’estensione dello screening per il tumore della mammella alle donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni e tra i 70 e i 74 anni, così come l’estensione dello screening per il tumore del colon-retto alla fascia 70-74 anni, già attiva in alcune regioni ma ora uniformata su tutto il territorio nazionale. Viene inoltre ampliato l’accesso ai test genomici nei casi di carcinoma mammario avanzato o metastatico, rafforzando l’approccio personalizzato alle cure.

Parallelamente, la legge riporta al centro dell’agenda sanitaria nazionale il tema della salute mentale, prevedendo uno stanziamento triennale di risorse dedicate: 80 milioni di euro per il 2026, 85 milioni per il 2027 e 90 milioni per il 2028, finalizzati al potenziamento dei servizi attraverso l’assunzione di personale sanitario e sociosanitario.
Secondo la rete di associazioni che sottoscrive l’appello, la legge n. 199/2025 rappresenta un’opportunità concreta per colmare ritardi che la Calabria non può più permettersi.

Per questo motivo, Comunità Competente e le associazioni firmatarie chiedono un impegno diretto al Commissario alla Sanità, onorevole Roberto Occhiuto, e al nuovo Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute, dottor Ernesto Esposito, affinché vengano attivate con tempestività tutte le misure necessarie a rendere effettivi gli interventi previsti dalla norma.

«È il momento di trasformare le risorse disponibili in azioni concrete – sottolinea Rubens Curia, portavoce regionale di Comunità Competenteper garantire il diritto alla prevenzione oncologica e alla salute mentale, evitando che la Calabria resti ulteriormente indietro rispetto al resto del Paese».

All’appello hanno aderito 54 associazioni e realtà del terzo settore attive sull’intero territorio regionale, impegnate da anni nella tutela del diritto alla salute e nella promozione di una sanità pubblica accessibile, equa e inclusiva.

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