L’eredità di Pietro Barbalonga nel cuore di Paola: un convegno sulla Cappella delle Reliquie

PAOLA – Il fascino del marmo e il mistero di una paternità artistica ancora parzialmente avvolta nel dubbio tornano al centro del dibattito culturale calabrese. Lunedì 11 maggio, alle ore 10:00, il Santuario di San Francesco di Paola si farà palcoscenico di un importante incontro di studio dedicato alla Cappella delle Reliquie, nota anche come Cappella Spinelli.
L’appuntamento si inserisce nel programma delle celebrazioni per il quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626-2026), l’artista messinese che scelse la Calabria come sua patria elettiva e che proprio a Paola ha lasciato una delle testimonianze più sfarzose del Seicento regionale.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra le comunità di Paola e Aiello Calabro, luogo dove Barbalonga visse e operò a lungo. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e del sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore, affiancati dai rappresentanti dell’Ordine dei Minimi.
Il coordinamento scientifico è affidato a Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore della mostra celebrativa dedicata all’artista, mentre l’approfondimento centrale sarà curato dalla prof.ssa Francesca Paolino, già docente presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria e profonda conoscitrice del patrimonio artistico regionale.
Il cuore del convegno riguarderà l’attribuzione della splendida cappella realizzata nel 1595. Caratterizzata da un uso sapiente dei marmi locali — in particolare il serpentino nero-verde — contrastato dal bianco statuario di Carrara, l’opera rappresenta un vertice dell’architettura sacra calabrese.
Secondo Solferino, nonostante la mancanza di documenti definitivi, la critica è concorde nell’attribuire l’ideazione e l’esecuzione decorativa proprio a Pietro Barbalonga e alla sua bottega. Una posizione che la prof.ssa Paolino analizza con prudenza, pur riconoscendo l’altissima qualità architettonica della sepoltura monumentale, segnale della mano di un progettista di straordinario talento.
Pietro Barbalonga non fu solo uno scalpellino, ma un vero e proprio “regista” dei cantieri seicenteschi. Giunto ad Aiello nel 1596, seppe evolversi da artigiano a progettista di fama, legando il suo nome a palazzi nobiliari (come Palazzo Cybo Malaspina) e complessi religiosi.
La sua figura è emblematica di quel passaggio stilistico tra il rigore rinascimentale e l’esuberanza del Barocco, capace di sintetizzare le suggestioni romane e siciliane. La sua morte, avvenuta il 23 aprile 1626, non ha spento l’interesse per un’opera che oggi, a quattrocento anni di distanza, continua a essere oggetto di riscoperta e ammirazione. “La Cappella delle Reliquie non è solo un monumento religioso, ma un nodo cruciale della cultura figurativa del Seicento.”
L’incontro di lunedì rappresenta dunque un’occasione imperdibile per studiosi, cittadini e fedeli per riappropriarsi di un pezzo fondamentale della storia dell’arte calabrese, celebrando un maestro che ha saputo trasformare la pietra in preghiera e bellezza immortale.


