Sport

Mabel Bocchi, l’icona del basket femminile che aveva scelto San Nicola Arcella

di Nicoletta Toselli

È scomparsa a San Nicola Arcella Mabel Bocchi, una delle più grandi cestiste italiane di sempre, pioniera assoluta dello sport femminile e simbolo degli anni d’oro della pallacanestro azzurra. Aveva 72 anni e da tempo aveva scelto il borgo dell’Alto Tirreno cosentino come luogo di vita, attratta dalla quiete del territorio e dalla sua bellezza sospesa tra mare e scogliere.

Nata a Parma il 26 maggio 1953, Liliana “Mabel” Bocchi è stata una giocatrice straordinaria, capace di rivoluzionare il ruolo di pivot grazie a potenza fisica, tecnica e visione di gioco. Con la maglia del GEAS Sesto San Giovanni ha dominato la scena nazionale negli anni Settanta, conquistando otto scudetti e la storica Coppa dei Campioni del 1978, primo trofeo europeo vinto da una squadra femminile italiana.

In Nazionale ha superato quota cento presenze, contribuendo al bronzo europeo del 1974 e guadagnandosi, l’anno successivo, il titolo di “miglior giocatrice del mondo” ai Mondiali FIBA disputati in Colombia. Un riconoscimento che la consacrò definitivamente nell’élite del basket internazionale.

Conclusa la carriera agonistica, Bocchi si era dedicata al giornalismo e alla divulgazione sportiva, collaborando con importanti testate e partecipando a programmi televisivi. Negli ultimi anni si era trasferita stabilmente a San Nicola Arcella, dove conduceva una vita riservata e dove in molti la ricordano per la sua gentilezza, la grande cultura sportiva e una determinazione che la caratterizzava anche fuori dal campo.

La sua morte improvvisa ha scosso la comunità del paese e il mondo dello sport, che piangono non solo una campionessa, ma una figura capace di aprire la strada a generazioni di giovani atlete. Con lei se ne va un pezzo di storia del basket italiano, ma resta la traccia profonda di un’eredità sportiva e umana destinata a durare.

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