Mediterraneo, dalla Calabria parte la sfida nazionale per liberare il mare dalle reti fantasma

Il Museo del Mare Pelagos di Le Castella si è trasformato nel cuore pulsante di una mobilitazione nazionale per la difesa del Mediterraneo con la presentazione ufficiale di “Liberiamo insieme il mare – Proteggere il Mediterraneo, custodire il futuro!”. Il progetto, promosso da Ambiente Mare Italia (AMI) e realizzato grazie al contributo dei fondi dell’atto per Mille della Chiesa Valdese, non si limita a una semplice campagna di pulizia, ma propone un modello integrato che fonde interventi ambientali, ricerca scientifica ed educazione civica. La scelta della Calabria come apripista e laboratorio di buone pratiche risponde a una risposta territoriale straordinaria che ha visto la regione ai vertici nazionali per attivismo ambientale durante l’ultima Settimana Verde.
Il Mediterraneo, pur rappresentando meno dell’1% delle acque globali, custodisce una biodiversità preziosissima quanto fragile, oggi minacciata dall’accumulo di rifiuti e dalle cosiddette reti fantasma. Questi strumenti da pesca abbandonati, tecnicamente definiti ALDFG, generano il fenomeno del ghost fishing, intrappolando specie protette e danneggiando habitat vitali come le praterie di Posidonia oceanica e il prezioso coralligeno. L’iniziativa punta a trasformare la tutela dei fondali in un’azione sistematica e replicabile, coinvolgendo attivamente subacquei esperti, istituzioni e pescatori artigianali in aree strategiche che comprendono l’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto, la baia di Soverato e lo Stretto di Messina.
Un pilastro fondamentale dell’operazione è il coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso un percorso che trasforma ogni monitoraggio in una lezione concreta. I video delle operazioni subacquee verranno portati in oltre 2.000 scuole tra Calabria, Sicilia, Campania e Basilicata, permettendo agli studenti di osservare direttamente l’impatto dell’inquinamento antropico. Come sottolineato dal presidente di AMI, Alessandro Botti, l’obiettivo è generare un cambio di paradigma dove la tutela del mare non sia più un evento episodico, ma una responsabilità condivisa e radicata nel comportamento quotidiano di cittadini e operatori del settore.
Il valore strategico del progetto è stato ribadito dai rappresentanti istituzionali, tra cui l’onorevole Sergio Ferrari e il sindaco Maria Grazia Vittimberga, che hanno evidenziato come la salute del mare sia la condizione essenziale per la prosperità economica e turistica del Mezzogiorno. Dalla sinergia tra la Provincia di Crotone e le tecnologie avanzate messe in campo dall’Area Marina Protetta, emerge una visione di sviluppo sostenibile che utilizza anche i fondi del PNRR per monitorare gli effetti del cambiamento climatico. Il percorso operativo, strutturato in fasi di formazione, mappatura e rimozione, culminerà nei report scientifici curati dagli stessi studenti, in vista del prossimo grande appuntamento con la Settimana Verde di aprile, che si terrà sotto il motto “Sorridi al Pianeta, sorridi al futuro”.

