Arte e cultura

Nasce il Museo della Moda e del Costume: il progetto di Celeste Pansardi trasforma la storia in un’esperienza da vivere

di Nicoletta Toselli

NEMOLI – Un museo che racconta la moda, ma soprattutto la storia di un territorio che per secoli ha rappresentato un ponte tra Basilicata e Calabria. Sarà inaugurato sabato 4 luglio, alle ore 18, nella Sala Consiliare del Comune di Nemoli, il nuovo Museo della Moda e del Costume, allestito nello storico Palazzo Filizzola, uno dei luoghi simbolo della memoria culturale lucana.
Artefice del progetto è Celeste Pansardi, docente, ricercatrice, storica e scrittrice, da anni impegnata nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico di Nemoli. Grazie a un approfondito lavoro di studio dell’Archivio Filizzola, Pansardi ha dato vita a un percorso museale capace di trasformare documenti, abiti e oggetti d’epoca in un racconto coinvolgente della società tra il XVIII e il XX secolo.
Il museo, ospitato nell’attico di Palazzo Filizzola, propone un’esperienza immersiva attraverso abiti, accessori, tessuti, libri, documenti e oggetti originali che testimoniano l’evoluzione del costume, del gusto e della vita quotidiana. Un patrimonio che consente di leggere la storia non soltanto attraverso gli eventi, ma anche attraverso le trasformazioni sociali, economiche e culturali che hanno caratterizzato il Mezzogiorno.
Particolarmente significativo è il legame con la Calabria. Palazzo Filizzola sorge infatti lungo l’antica Strada Regia delle Calabrie, la storica via di comunicazione che per secoli ha collegato Napoli a Reggio Calabria, favorendo il passaggio di viaggiatori, mercanti, intellettuali e artisti. Un crocevia di culture che ha contribuito a creare un dialogo continuo tra Basilicata e Calabria, rendendo Nemoli una tappa strategica lungo uno degli itinerari più importanti del Sud Italia.
Il nuovo Museo della Moda e del Costume valorizza proprio questa dimensione, dimostrando come anche un centro dell’entroterra fosse pienamente inserito nelle reti commerciali e culturali dell’epoca. Gli abiti e gli oggetti esposti raccontano infatti una società aperta agli scambi e alle influenze provenienti dalle principali città del Regno di Napoli, superando l’idea di un territorio periferico e isolato.
Con questa iniziativa, Celeste Pansardi conferma il proprio ruolo di protagonista nella ricerca storica e nella divulgazione culturale, offrendo un contributo concreto alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale della Basilicata. Il nuovo museo si candida a diventare un punto di riferimento non solo per studiosi e appassionati, ma anche per quanti desiderano riscoprire le radici comuni che uniscono Basilicata e Calabria attraverso la storia, la cultura e la memoria.

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