
Restare o tornare in Calabria è una sfida complessa, quasi proibitiva, se le condizioni attuali non subiranno una trasformazione radicale.
Ma non possiamo più accontentarci che questa rimanga soltanto un’espressione vuota. Il cambiamento autentico può nascere soltanto dalla volontà profonda della sua gente. La vera rinascita parte da un confronto leale e diretto tra cittadini e istituzioni, così da garantire il rispetto dei diritti di tutti.
I pilastri di questa rivoluzione, perché tale è oggi in Calabria, sono Scuola, Sanità, Sviluppo e Terzo Settore.
Troppo spesso, però, tali parole vengono pronunciate solo per catturare consenso, svuotate del loro reale significato. In realtà, rappresentano i cardini indispensabili per la ripartenza della Calabria, punti di svolta senza i quali non ci sarà alcuna prospettiva di futuro.
Non parliamo di slogan da campagna elettorale, ma di valori che devono diventare il cuore pulsante di una nuova Calabria. Serve consapevolezza e serve responsabilità: basta delegare. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte.
Se non pretendiamo una scuola seria, inclusiva e accessibile, una sanità giusta ed efficiente che curi ogni cittadino senza logiche di profitto, e uno sviluppo tradotto in progetti reali e sostenibili, senza sprechi né illusioni, nulla potrà cambiare.
In questo scenario, il Terzo Settore svolge un ruolo decisivo: è il motore di una visione solidale di crescita, capace di coinvolgere tutte le categorie sociali.
Assumersi le proprie responsabilità significa dare valore al lavoro e al rispetto quotidiano della nostra terra: che si tratti di un medico, un insegnante, un avvocato, un netturbino, un artigiano o un elettricista, ogni gesto di correttezza e dedizione è essenziale.
Solo così possiamo pretendere, con coerenza, che anche i nostri diritti vengano rispettati.
Questa è la visione che sostiene la mia candidatura alle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre 2025 nella lista “Tridico Presidente” – Circoscrizione Centro.
Una scelta che nasce dalla mia esperienza professionale nel mondo della scuola: come vicepreside di uno dei più grandi poli della provincia di Catanzaro, mi confronto ogni giorno con le difficoltà di famiglie e studenti.
Nella scuola, da docente ho ricoperto e ricopro mansioni gestionali ed organizzative, rivestendo il ruolo di collaboratore vicario. Allo stesso modo, il mio impegno come consigliere comunale di opposizione mi permette un contatto costante con i cittadini e con la dura realtà quotidiana del vivere in Calabria.
Restare o tornare nella nostra terra è insieme sfida, opportunità, dolore e passione. Per troppo tempo la politica ha fatto poco o nulla per trasformare questa sfida in una possibilità concreta.
Così l’idea di partire è diventata la scelta di molti calabresi. La mia analisi, per quanto sintetica, coincide con le riflessioni comuni a tanti cittadini: è la fotografia di una verità che non possiamo più ignorare. Serve un nuovo spirito di partecipazione.
Non posso più restare spettatrice. È fin troppo comodo attribuire sempre la colpa ad altri, soprattutto alla politica, che certo ha gravi responsabilità. Ma senza una partecipazione diretta e attiva, non possiamo nemmeno lamentarci.
È il momento di reagire, di scuotere la rassegnazione, di passare dall’indignazione alla responsabilità. Abbiamo doveri, oltre che diritti. Il primo è andare a votare. Bisogna farlo con coraggio, senza lasciarsi ingannare da promesse tradite o da progetti impossibili.
È necessario pretendere che la politica dia risposte concrete e governi con il consenso reale della popolazione calabrese. Non dobbiamo arrenderci: il cambiamento è possibile e dipende da noi, opponendoci ai giochi di potere di chi da troppo tempo calpesta il nostro futuro imponendosi “sempre e ovunque”.
Mi candido alle regionali perché sento il dovere di rendere conto alla mia terra delle ferite inflitte ogni giorno da una cattiva politica.
Sono una donna che ha vissuto l’impegno politico come una missione sociale e civile, che crede nella responsabilità verso ogni persona senza distinzione, e che oggi sceglie di combattere per dare risposte alla propria comunità, oltre che a sé stessa. Alcune decisioni vanno prese con coraggio, senso di appartenenza e passione.
È questa la forza che contraddistingue la tenacia dei veri calabresi, ed è da qui che può partire la rinascita.


