Operazione “Call me”. Arrestato latitante appartenente ad una ‘ndrina del vibonese.

I militari del Comando Provinciale Vibo Valentia e Catanzaro, del Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” hanno individuato il latitante L.F. cl. 98
Nota integrale
Nella giornata odierna, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e Catanzaro, supportati dal Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), dalla Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia e dallo Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno portato a termine l’operazione denominata “Call me”. L’intervento ha condotto alla cattura di L.F. (classe ’98), esponente della ‘ndrina dei “Pardea Ranisi”, consorteria egemone nel capoluogo vibonese.
Il soggetto catturato è attualmente imputato per i reati di partecipazione ad associazione di stampo ndranghetistico e accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, con l’aggravante di aver agevolato l’attività mafiosa.
L.F. era riuscito a sottrarsi all’arresto a partire dallo scorso febbraio, a seguito di un complesso iter giudiziario:
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Inizialmente, il Tribunale del Riesame aveva annullato il provvedimento restrittivo a suo carico.
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Successivamente, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro.
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Una nuova decisione del Tribunale del Riesame ha quindi ripristinato la misura cautelare, sancendo formalmente lo stato di latitanza dell’imputato.
L’individuazione del latitante è avvenuta al termine di oltre due mesi di serrate indagini condotte in sinergia tra le diverse forze di polizia. Il “covo” è stato localizzato in un’abitazione situata nel centro storico di Vibo Valentia.
L’attività investigativa odierna rappresenta lo sviluppo di un’operazione più ampia conclusasi nell’aprile 2025, che aveva coinvolto 10 soggetti legati a una ‘ndrina attiva a Tropea e nei comuni limitrofi, dedita principalmente alle estorsioni a danno di imprenditori della costa tirrenica. Durante quelle indagini era emerso come diversi esponenti del sodalizio criminale riuscissero a comunicare con l’esterno dal carcere attraverso l’uso illecito di telefoni cellulari.
Nota di garanzia: Si precisa che il procedimento pende in fase investigativa e che per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.

