Operazione “Panta Rei”: Sequestro da 10 milioni di euro per gestione illecita dei depuratori a Reggio Calabria

L’operazione “Panta Rei”, coordinata dalla DDA di Reggio Calabria, ha portato al sequestro preventivo d’urgenza della società Idrorhegion S.C.A.R.L., responsabile della gestione dei sette impianti di depurazione della città. Le indagini, supportate da videosorveglianza e mezzi aerei, hanno rivelato una gestione illecita finalizzata al risparmio economico a danno del Comune.
Testo integrale
PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA COMUNICATO STAMPA Ufficio del Procuratore della Repubblica – N. 5/2026 Reg. Comunicati Stampa
OPERAZIONE “PANTA REI” REGGIO CALABRIA. IL NUCLEO OPERATIVO ECOLOGICO DEI CARABINIERI ESEGUE UN’ORDINANZA DI SEQUESTRO PREVENTIVO A CARICO DELLA SOCIETÀ’ CHE GESTISCE GLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE DELLE ACQUE.
Si comunica, nel rispetto dei diritti delle persone sottoposte a indagine da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento (indagini preliminari) fino a accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente tutelato, che nelle prime ore del 26 gennaio 2025 i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Reggio Calabria, collaborati da quelli della Capitale, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso d’urgenza dal Pubblico Ministero nei confronti della società IDRORHEGION S.C.A.R.L., impresa affidataria della gestione dei sette impianti di depurazione delle acque reflue siti nel comune di Reggio Calabria.
Il provvedimento è stato emesso nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, avviata nel corso dell’anno 2025 e convenzionalmente denominata “PANTA REI”, a seguito di segnalazioni concernenti gravi anomalie operative riscontrate presso l’impianto di depurazione di Ravagnese e di Catona.
Le attività investigative, eseguite anche con l’ausilio di un sistema di videosorveglianza, con il supporto del Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia e l’ausilio di un consulente esperto della materia, hanno consentito di delineare un quadro dettagliato di gestione sistematicamente illecita degli impianti, condotta in violazione delle prescrizioni contenute nei titoli autorizzativi ambientali, ivi compresa l’autorizzazione allo scarico, al fine di conseguire risparmi di spesa, con frode per l’ente comunale.
In particolare, oltre alla presunta gestione illecita dei rifiuti prodotti dal ciclo depurativo (con specifico riferimento ai fanghi di depurazione) mediante il loro deposito incontrollato in luoghi non autorizzati e lo sversamento illecito in mare, è emerso che gli impianti sarebbero stati condotti in modo tale da consentire lo scarico in mare di acque reflue non adeguatamente trattate.
Le analisi effettuate avrebbero evidenziato il superamento dei limiti tabellari previsti dalla normativa ambientale vigente con riferimento ai principali parametri chimico-fisici e microbiologici, attestando il mancato rispetto delle condizioni necessarie a garantire un corretto processo di depurazione prima dello scarico nel corpo ricettore.
Il valore complessivo dei beni mobili e immobili sottoposti a sequestro è stimato in circa 10 milioni di euro.
Reggio Calabria, 23 gennaio 2026
Il Procuratore della Repubblica Giuseppe Bombardieri

