Orsomarso, tra riti arborei e “Ru Mmitu”: una comunità che r-esiste attraverso le proprie radici

Il borgo di Orsomarso si appresta a diventare il cuore pulsante di una riflessione profonda sull’identità territoriale e sulla resistenza culturale. Sabato 14 marzo 2026, presso la Sala Mercurion in Piazza Sant’Anna, si terrà un importante convegno dedicato all’indagine del legame ancestrale tra i Pajjari e gli antichi riti arborei, in un intreccio che unisce devozione religiosa, simbolismo del fuoco e riti di passaggio. L’evento si colloca in un momento dell’anno fortemente evocativo, a ridosso della ricorrenza di San Giuseppe e dell’equinozio di primavera, periodo in cui la natura si risveglia e la comunità si ritrova intorno ai propri simboli identitari.
L’incontro si pone l’obiettivo di raccontare una Calabria che non si arrende, ma che anzi trova nella propria storia la forza per costruire il futuro. Al centro del dibattito ci sarà anche la tradizione “Ru Mmitu“, ovvero “l’invito”, una pratica che incarna la quintessenza della civiltà contadina attraverso la condivisione di pietanze povere e stagionali, espressione di un legame viscerale con la terra. Il valore scientifico e culturale dell’iniziativa sarà garantito da ospiti di assoluto rilievo: il Dott. Carmine Lupia, Direttore del Conservatorio di Etnobotanica di Castelluccio Superiore, illustrerà la connessione vitale tra biosfera e cultura; il sociologo Cosimo Regina analizzerà la funzione sociale delle tradizioni come collante per la sopravvivenza della comunità; infine, il Dott. Agostino Conforti, Responsabile multimediale UNICAL, offrirà il suo sguardo documentaristico sugli scorci più autentici della regione.
A suggellare il senso profondo di questa iniziativa sono le parole della Dott.ssa Valeria Gennari, formatrice e docente, che ha ideato l’incontro in veste di rappresentante della Proloco Orsomarso. Nella sua dichiarazione ufficiale, la Gennari sottolinea come questo appuntamento non sia una semplice celebrazione nostalgica del passato, ma un atto di resistenza necessario per il presente. Secondo la promotrice, accendere i riflettori sui Pajjari e sui riti del fuoco significa onorare il codice genetico della comunità, poiché parlare di radici oggi equivale a parlare di futuro. Solo restando ancorati alla propria identità è possibile evitare l’omologazione e restare vitali, trasformando la cultura in un’azione quotidiana fatta di gesti semplici, come quelli compiuti dalle Devote e dai Comitati che ancora oggi mantengono viva la preparazione del “Mmitu”.
Il convegno rappresenterà dunque un momento di confronto corale, dove la presenza attiva dei Comitati dei Pajjari e delle donne custodi della tradizione permetterà ai partecipanti di assaporare il gusto autentico delle origini. L’invito è esteso a chiunque voglia riscoprire quanto sia urgente e necessario partire dalle proprie fondamenta per interpretare le sfide della modernità, trasformando la memoria in un motore di crescita sociale e culturale per l’intero territorio calabrese.


