Reggio Calabria

Palmi apre l’anno Giubilare Francescano: fede, conversione e grazia nel segno di San Francesco

Si è svolta ieri, domenica 22 febbraio 2026, nella Parrocchia Maria Santissima del Rosario dei Frati Minori Conventuali di Palmi, la solenne apertura dell’Anno Giubilare Francescano per l’800° anniversario del transito di San Francesco d’Assisi.

La comunità si è riunita in un clima di preghiera e partecipazione: alle ore 17.30, presso il monumento di San Francesco, si è tenuta la lettura del Decreto, seguita dalla processione verso la chiesa e dal canto delle Litanie.

Alle ore 18.00 la Santa Messa solenne, presieduta da S. E. Rev.ma Mons. Giuseppe Alberti, Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi alla presenza dei Frati Minori Conventuali e del Parroco del Rosario Fra Massimiliano Di Pasquale, ha segnato il momento centrale della giornata.

L’Anno Giubilare Francescano, come stabilito dalla Penitenzieria Apostolica, è accompagnato dalla concessione dell’indulgenza plenaria, ottenibile alle consuete condizioni (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) e applicabile anche in suffragio delle anime del Purgatorio.

Il Decreto indica due grandi destinatari. Da un lato, i membri delle Famiglie Francescane (Primo, Secondo e Terz’Ordine, regolare e secolare), gli Istituti di vita consacrata, le Società di vita apostolica e le Associazioni che si ispirano alla spiritualità di San Francesco.

Dall’altro, tutti i fedeli, senza distinzione, che desiderino vivere questo tempo di grazia.

Per ottenere l’indulgenza, il Decreto richiama in modo particolare la dimensione del pellegrinaggio: i fedeli sono invitati a visitare una chiesa conventuale francescana oppure un luogo sacro dedicato a San Francesco (o comunque stabilmente collegato alla sua memoria), partecipando alle celebrazioni giubilari o sostando per un congruo tempo in adorazione eucaristica e meditazione, concludendo con le preghiere indicate: Padre Nostro, Credo e invocazioni alla Beata Vergine Maria, a San Francesco, a Santa Chiara e ai Santi della famiglia francescana.

Particolare attenzione è riservata a anziani, malati e a quanti non possono muoversi: anche loro, secondo il Decreto, possono conseguire l’indulgenza unendosi spiritualmente alle celebrazioni giubilari e offrendo a Dio preghiere, dolori e sofferenze, con l’impegno di adempiere alle condizioni ordinarie appena possibile.

Con l’apertura celebrata oggi, Palmi avvia così un anno di iniziative liturgiche e pastorali nel solco del carisma francescano: un tempo che unisce memoria e rinnovamento, invitando la comunità a riscoprire lo stile di San Francesco come via concreta di conversione, misericordia e pace.

Nel corso dell’omelia, mons. Giuseppe Alberti ha richiamato il senso profondo del cammino quaresimale e cristiano, indicando come obiettivo la maturazione nella fede attraverso l’accoglienza del dono di grazia e di salvezza.

Un cammino che conduce alla conformazione a Cristo, vissuta da San Francesco non attraverso gesti straordinari o esibiti, ma mediante una lettura limpida e radicale del Vangelo, orientata unicamente a Gesù Cristo.

Il Vescovo ha sottolineato come la grande tentazione dell’uomo, allora come oggi, sia quella di pensare di potercela fare senza Dio, confidando esclusivamente nelle proprie forze, nella tecnica, nel successo o nel potere.

Una tentazione che attraversa la società contemporanea e che affonda le radici nel peccato originale, quando l’uomo smette di fidarsi del Signore e interpreta in modo distorto la propria libertà.

Di fronte a questa perdita, mons. Alberti ha ricordato che Cristo trasforma il fallimento in vittoria, il peccato in grazia, la morte in vita nuova.

È questo il cuore del cammino quaresimale e dell’intera vita cristiana: non un percorso moralistico, ma l’accoglienza di un dono che rinnova la persona e la comunità.

Richiamando il Vangelo delle tentazioni, il Vescovo ha infine messo in guardia dalle tre grandi seduzioni che attraversano ogni tempo: la centralità dei bisogni materiali, la ricerca della visibilità e il potere che rende schiavi.

San Francesco, ha ricordato, ha vinto queste tentazioni scegliendo la minorità, l’umiltà e una fede vissuta nel quotidiano, offrendo ancora oggi alla Chiesa e al mondo una testimonianza attuale di pace, libertà interiore e autenticità evangelica.

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