Patìr all’esordio, laboratorio di pace tra generazioni e visioni
Dall’appello di Papa Leone XIV alla voce delle nuove generazioni: al via la quarta edizione di Patìr Open Lab tra arte, educazione e immaginazione sociale

CORIGLIANO-ROSSANO, venerdì 23 maggio 2025 – Le nuove generazioni, con la forza dell’immaginazione che le rende acrobati del tempo e visionari di un mondo migliore, diventano protagoniste della costruzione della pace. Serve ripensare l’educazione, immaginare nuovi legami, dare valore alla bellezza e alla democrazia come strumenti quotidiani per un mondo più giusto. Sono i messaggi emersi all’apertura della quarta edizione di Patìr Open Lab, che ha preso il via oggi nel complesso monastico di Santa Maria del Patire, sulle orme dell’appello di Papa Leone XIV a una “pace disarmata e disarmante”.

Il tema guida dell’incontro inaugurale, “Giovani tra bisogno di pace e ricerca interiore”, ha coinvolto 150 studenti in una coinvolgente caccia al tesoro esperienziale. Divisi in squadre ispirate ai simboli del Patire – Grifone, Scriptorium, Affreschi, Belvedere – i partecipanti hanno esplorato il valore della pace dentro e fuori di sé, scoprendo l’importanza del dialogo, dell’ascolto e della connessione con l’altro.

Per Mirella Pacifico, direttrice dell’Ufficio diocesano scuola, Patìr è uno spazio d’incontro tra passato e futuro, Oriente e Occidente, arte e natura, dove i giovani ricevono il testimone del cambiamento. Anna Di Vico De Simone, consigliera dell’associazione Rossano Purpurea, ha ribadito come la pace sia un mosaico da costruire insieme, mentre Don Domenico Simari, responsabile della Pastorale giovanile, ha collaborato per rendere questa esperienza un atto concreto di prossimità.
Nel giorno della Giornata della Legalità, la Presidente del Consiglio comunale Rosellina Madeo ha richiamato alla responsabilità democratica: “Essere cittadini significa portare avanti la semina dei valori di chi ha lottato prima di noi”. Loredana Giannicola, dirigente USR Calabria, ha posto l’accento sulla necessità di creare alleanze tra comunità e generazioni, affinché la pace non resti un’utopia ma diventi azione consapevole.

L’Arcivescovo Maurizio Aloise ha invitato i ragazzi a costruire la pace partendo dalla bellezza: “Disarmiamo le parole per disarmare la terra”. Carola Carazzone, segretaria generale di Assifero, ha proposto la “speranza intenzionale” come forza attiva per cambiare il presente, sottolineando l’urgenza di ripensare l’educazione scolastica come spazio per l’immaginazione sociale.

A chiudere, l’intervento intenso di Mariangela Paone, giornalista e testimone diretta dei conflitti internazionali, che ha ricordato come la pace sia un processo quotidiano fatto di piccoli gesti, scelte, parole. Le sue esperienze, dai fronti di guerra alle aule di giornalismo, hanno toccato gli studenti, offrendo uno sguardo umano e profondo su una storia – quella della pace – che tutti siamo chiamati a scrivere, giorno dopo giorno.


