Picco d’influenza in Calabria: lunghe file nei Pronto Soccorso e Ospedali in affanno – VIDEO
Carenza di posti letti contro il numero crescente di emergenze. È caos tra le corsie

Cosenza, 9 gennaio 2026 – Ospedali in assalto e code nei Pronto Soccorso. È questo il ritratto dei nosocomi calabresi che in concomitanza con il picco raggiunto dall’influenza stagionale, si ritrovano congestionati in interminabili file di lettini e barelle.
Cresce dunque la frustrazione e la rabbia tra i pazienti che in preda a insufficienze respiratorie o con in mano un quadro clinico severo, attendono l’immediato intervento dei sanitari, intervento che tarda ad arrivare e che genera cosi pressione all’interno degli spoke.
Al vaglio dei medici in prima linea le difficoltà respiratorie che conducono ad adibire maggiori posti in terapia intensiva.
Una soglia di ricoveri oltre quella prevista che aggrava le gia precarie condizioni della sanità calabrese. A destare preoccupazione infatti non sarebbe tanto il numero dei refertati, quanto quello dei posti limitati nei nosocomi della regione: la conferma, dunque di una sanità a numero chiuso, sempre meno accessibile.
Nei giorni di Capodanno, 600 sono stati gli accessi registrati presso l’Annunziata di Cosenza, 410 al GOM di Reggio Calabria. Numeri in crescita anche a Catanzaro.
Per far fronte al caos generato dalla congestione delle corsie, l’ospedale cosentino ha aperto un Flue Point, ossia un ambulatorio riservato solo ai casi meno urgenti.
Grave invece è il ritratto dei pronto soccorso la cui gestione si complica di giorno in giorno.
Lunga, forse troppo, è l’attesa a cui sono costretti i pazienti con gravi insufficienze respiratorie. Una fame d’aria ma anche di cure che si trasforma in un supplizio per chi chiede solo di essere assistito come da diritto.
Secondo quanto dichiarato dal Primario del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera universitaria Dulbecco, proprio in questi giorni l’influenza avrebbe raggiunto il suo picco, colpendo perlopiù anziani e soggetti fragili, senza però risparmiare i più giovani. Inoltre, secondo Dulbecco, il numero degli accessi ai Pronto Soccorso erano prevedibili e simili a quelli registrati negli anni precedenti.
Fonte: Gazzetta del Sud


