Cosenza

Prevenzione e alfabetizzazione emotiva: a Marcellina il successo del convegno “Progetto Pathos- Logico”

MARCELLINA (CS) – Si è concluso con una massiccia partecipazione e un profondo dibattito il
convegno dedicato al “Progetto Pathos-Logico”, tenutosi presso i locali della Parrocchia Sacro Cuore di
Marcellina. L’evento, incentrato sulla prevenzione delle dipendenze patologiche nei minori e negli
adolescenti attraverso un approccio integrato di rete, ha visto confrontarsi istituzioni, scuola e specialisti
del settore sanitario.
L’apertura dei lavori è stata affidata a Roberta Rizzo, Assessore alla Cultura del Comune di Santa Maria
del Cedro, che ha rimarcato l’urgenza di affrontare le nuove dipendenze legate al mondo digitale,
sottolineando come la costruzione di una rete solida tra enti sia l’unica risposta possibile alla crescita dei
giovani. La Dirigente Scolastica dell’I.C. “Paolo Borsellino”, Patrizia Granato, ha evidenziato il ruolo
cruciale della scuola nel captare tempestivamente i segnali di disagio precoce; in questo senso, il progetto
ha rappresentato un valore aggiunto fondamentale per il corpo docente, fornendo agli insegnanti strumenti
scientifici, dettagliati e affidabili per affrontare tematiche così complesse e delicate all’interno delle classi.
Un appello alla creazione di spazi comuni è giunto da Don Valerio Orefice, che ha ribadito la necessità
sociale di luoghi di aggregazione sani dove i ragazzi possano esprimersi liberamente e stare bene,
restando lontano da contesti pericolosi.
Ampio risalto è stato dato al consolidato percorso scolastico dell’Istituto, illustrato dalla prof.ssa Emilia
Mezzatesta, referente legalità. Il progetto d’istituto, che ha già riscosso un grande successo attraverso
laboratori dedicati alla legalità, al contrasto al bullismo e alla violenza di genere, ha puntato con decisione
sulla crescita dell’intelligenza emotiva degli studenti. Proprio in questo solido contesto educativo, il
“Progetto Pathos-Logico” è intervenuto come un’aggiunta necessaria e preziosa, andando a colmare
l’unico tassello mancante: quello delle dipendenze patologiche. Sull’aspetto esperienziale di questa
integrazione si è soffermata Maria Grazia Rago, responsabile del Centro Accoglienza “L’Ulivo”,
descrivendo il successo dei laboratori, come quello della “maglietta”, volto al riconoscimento delle
proprie caratteristiche e al rafforzamento dell’identità attraverso lo scambio emotivo tra coetanei.
Particolarmente incisivo l’intervento tecnico del Dott. Roberto Calabria, Direttore del Ser.D. di Cosenza,
che ha smentito la pericolosa percezione della cannabis come sostanza innocua, evidenziando le prove
scientifiche che la collegano a dipendenza, stati d’ansia, attacchi di panico e schizofrenia. Il medico ha
inoltre analizzato l’abuso di alcol, utilizzato spesso dai giovani come “lubrificante sociale” per sopperire a
fragilità comunicative. All’analisi si è unita la Dott.ssa Filomena Taffuri, che ha presentato l’operatività del
Ser.D. di Scalea sul territorio.
Le conclusioni sono state affidate a Don Ennio Stamile, che ha richiamato la scuola al dovere di insegnare
l’umanità in un’epoca di atrocità. Stamile ha ricordato come le dipendenze non distruggano solo
l’individuo e le famiglie, ma rappresentino un drammatico nutrimento per il potere della ‘ndrangheta.
L’incontro, moderato dalla giornalista Nicoletta Toselli, ha confermato come la prevenzione debba
necessariamente passare per una sinergia costante tra educazione, rigore scientifico e legalità.

 

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