Ven. Set 25th, 2020

Reggio Calabria: per la candidata a sindaco Marcianò “l’offerta sanitaria della Città Metropolitana, tra luci ed ombre”

angela marcianò

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Sebbene ai comuni non sia affidata l’organizzazione e la gestione dei servizi sanitari, tuttavia il Sindaco, in qualità di prima autorità sanitaria della città, deve occuparsi prioritariamente delle questioni della salute e della protezione sociale dei suoi concittadini con una forte azione di vigilanza e di pressione sugli organi istituzionali di competenza affinché a livello locale sia sempre garantito il più alto livello di assistenza sanitaria.

Lo scenario della sanità della Città Metropolitana di Reggio Calabria, è per alcuni versi drammatico e per altri denso di speranza: le ombre sono costituite dalle criticità dei Presìdi Ospedalieri Spoke di Locri e Polistena, dagli ormai inesistenti Ospedali Generali di Gioia Tauro e Melito Porto Salvo; le luci sono quelle che si accendono, all’interno del Grande Ospedale Metropolitano, dove è possibile trovare altissima tecnologia e professionisti di riconosciuta eccellenza, con operatori sanitari che si dedicano con spirito di abnegazione, oltre le loro forze, al servizio della collettività.

Nonostante ciò, però, in molte Unità Operative del G.O.M. la drammatica carenza di personale si ripercuote in maniera insostenibile sul numero delle prestazioni erogabili con le liste di attesa che si dilatano a dismisura e con i nostri concittadini costretti, spesso, a rivolgersi a strutture extraregionali, incrementando ulteriormente il fenomeno della migrazione sanitaria.

Coerentemente con quanto indicato nel nostro programma elettorale sosteniamo gli sforzi dell’attuale direzione del G.O.M. nel promuovere le eccellenze sanitarie reggine, la richiesta inoltrata alla Regione Calabria di istituire all’interno di esso un IRCCS per le malattie emato-oncologiche (unico in tutto il panorama nazionale).

Apprezziamo l’intenzione della stessa di voler procedere, finalmente, con la stabilizzazione diretta di tutto il personale precario, in particolar modo quello dei dirigenti biologi, che rappresenta il contingente maggiore, da anni abbandonato in un limbo istituzionale, prodigandosi incessantemente per il mantenimento dei LEA e la qualificazione delle U.O. in cui opera.

Nel contempo chiediamo alla Struttura Commissariale di voler integrare il Decreto 114 del 2 settembre u.s. nella parte in cui ha di fatto annullato la possibilità di incrementare il numero di operatori sanitari del GOM, al di là della necessaria e dovuta stabilizzazione dei precari ed alla copertura del turnover pensionistico,con un’autorizzazione mirata ad assumere aggiuntive specifiche figure professionali di medici, infermieri e tecnici, effettivamente necessarie, a differenza di quanto avvenuto in passato, dopo adeguata verifica delle prestazioni erogate dalle singole U.O, con il corretto dimensionamento delle stesse rispetto alle reali esigenze di cura e l’abbattimento dei tempi di attesa ove presenti.

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