Arte e culturaCalabria

Salone Internazionale del Libro di Torino 2026

Salone del Libro di Torino al via come ogni anno con tante sorprese

Dal 14 maggio al al 18 maggio presso Lingotto Fiere a Torino, prende il via il Salone del Libro di Torino con giornate all’insegna della cultura, della lettura e della solidarietà.

Anche quest’anno sarà presente la Calabria in uno stand da 300 metri quadrati nel Padiglione Oval con la presenza di circa 160 autori e case editrici e con tanti eventi e talk.

La Regione Calabria quest’anno, propone  un percorso culturale di promozione della lettura e del  dialogo tra arti e linguaggi, che intreccia realtà culturali diffuse come: istituzioni, autori, editori e sistemi bibliotecari.

Lo stand presenta uno spazio dedicato alle presentazioni e anche la cosidetta Glas room: un’area dedita alle interviste ai talk realizzati da Rai Radio 2 con il format: Diamo Voce alla Calabria.

Uno di questi talk sulla restanza, incentrato sul dialogo tra Dario Brunori, Vito Teti e Tommaso Labate.

Un incontro che affronta il tema della restanza come interpretazione della contemporaneità calabrese e queste personalità portano la propria sensibilità come nel caso di Brunori, che attraverso la musica ha creato un immaginario condiviso della Calabria o come Teti che attraverso lo sguardo antropologico ha ridefinito il concetto di restanta, mentre Labate inglobba tutto in una cornice internazionale.

La programmazione dedica uno spazio anche ai giovani con il talk; i ragazzi che cambiano il mondo: scuola, benessere e futuro in Calabria.

Quest’anno tra le varie realtà editoriali calabresi come La Ruffa o Città del Sole Edizioni, ci sarà una realtà editoriale che negli ultimi anni ha conquistato un posto di rilievo nel panorama nazionale, ovvero Libritalia di Vibo Valentia.

La casa editrici guidata da Enrico Buonano e Simona Toma, racconta un’identità culturale, attenta ai contenuti e in grado di valorizzare autori e temi di forte rilevanza.

Il Salone non è solo una fiera editoriale, ma il libro come simbolo e difesa del ruolo umano e civile, in un’epoca dominata dalla frammentazione della comunicazione istantanea.

 

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