Sanità, Marisa Caravetta “strabismo politico della presidente Madeo sui trasferimenti dei reparti degli spoke”

Prima di ergersi a statista, sia di organizzazione dei sistemi sanitari, nello specifico di una sanità regionale che la propria area politica di appartenenza per decenni ha portato sull’orlo del fallimento che di politiche pubbliche finalizzate a frenare quella storica emorragia di medici e giovani dalla nostra terra, rispetto alla quale soltanto l’attuale governo regionale he messo in campo una concreta strategia di attrazione delle intelligenze investendo in formazione specialistica, nuove facoltà e nuovi ospedali, la consigliera regionale Rosellina Madeo farebbe bene ad occuparsi, con la stessa audacia, della somma di questioni aperte che riguardano purtroppo la sua città e che coinvolgono direttamente l’amministrazione comunale di cui è azionista di maggioranza, ricoprendo anche il ruolo di Presidente del Consiglio comunale.
È quanto dichiara Marisa Caravetta, consigliera comunale del Movimento del Territorio (MDT) con Pasqualina Straface, sottolineando lo strabismo politico col quale la Presidente Madeo si dimostra stranamente preoccupata solo il trasferimento di alcuni reparti dallo spoke di Corigliano a quello di Rossano, ciò sollevando non pochi interrogativi e sospetti.
Soprattutto da chi dovrebbe interpretare ruoli di sobrietà istituzionale, come la Presidente del Consiglio comunale, ci si aspetterebbe posizioni più equilibrate e responsabili, non parziali, equivoche e perfino strumentali.
Colpisce infatti che scandisce la Caravetta che la Madeo intervenga solo oggi e con evidente ritardo, parlando di area fredda e area calda, proprio in vista della imminente conclusione dei lavori dell’Ospedale della Sibaritide, nel territorio della nostra Città, tra le cattedrali nel deserto ereditate da decenni di fallimentare governo del centro sinistra regionale e nazionale e dei loro commissari alla sanità calati da Roma.
Il piano di riassetto, che dovrebbe garantire una maggiore efficienza del servizio ospedaliero, viene rappresentato in modo parziale e fuorviante dalla Presidente Madeo che per altro si rifiuta di prendere atto della straordinaria novità che è destinata a rappresentare l’apertura vicina di quello che viene considerato come uno dei più importanti e innovativi ospedali nazionali, a beneficio del diritto alla salute del nostro territorio e della Calabria.
La presidente Madeo omette platealmente di ricordare che il piano di cui parla a metà, prevede anche il trasferimento di reparti dell’area medica dallo Spoke di Rossano a quello di Corigliano, come oncologia, nefrologia e dialisi.
Di questo aspetto, tutt’altro che marginale, non vi è alcun cenno, nel suo tentativo, improbabile, di presentarsi come esperta inedita di progettazione sanitaria.
L’omissione della Madeo è del resto relativa ad un trasferimento parallelo, non ad una spoliazione unilaterale dello spoke di Corigliano a favore di quello di Rossano.
Il sospetto che l’omissione non sia causale nasce proprio dal fatto che l’attenzione venga concentrata dalla Presidente Madeo esclusivamente sui reparti di ginecologia e pediatria del presidio di Corigliano, ignorando quelli che dovrebbero essere trasferiti in senso opposto.
Una selettività nella denuncia pubblica che appare quantomeno discutibile e che induce a interrogarsi se non vi siano valutazioni legate ai consensi elettorali nell’area di Rossano.
Va inoltre ricordato che le risorse economiche previste dal piano di riassetto sono state utilizzate anche per la ristrutturazione delle sale operatorie del Giannattasio, con l’obiettivo di abbattere le liste d’attesa e migliorare la qualità delle prestazioni.
Anziché rincorrere, quindi, visibilità politica a ridosso forse di appuntamenti elettorali, la Presidente Madeo dovrebbe esercitare pienamente il proprio ruolo istituzionale: ad esempio convocare l’assise civica sui diversi temi scottanti urgenti e come tali percepiti dall’opinione pubblica, ascoltando i cittadini e preoccupandosi che la classe di governo di cui è espressione sia in grado di fornire risposte alla città, sulle tante emergenze aperte.
Di sicuro conclude Marisa Caravetta la difesa della sanità non può essere piegata alla propaganda né tanto meno alla strumentalizzazione delle tragedie umane e familiari. Corigliano-Rossano merita più serietà, mettendo da parte demagogie e populismi che servono solo ad azzerare la qualità del confronto facendo aumentare la sfiducia nelle istituzioni.

