Cosenza

Scalea Eterna, memoria e musica si incontrano nella mostra “Ciò che resta”

di Nicoletta Toselli

SCALEA – Prosegue il percorso culturale di “Scalea Eterna – Memorie che creano futuro”, il progetto promosso dal Comune di Scalea – Assessorato alla Cultura, nato con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio identitario della città attraverso linguaggi artistici capaci di mettere in relazione memoria, tradizione e contemporaneità.
Dopo l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata alla festa della Madonna del Carmelo, il progetto si arricchisce di un nuovo appuntamento che unisce immagine e suono in un dialogo artistico dal forte valore evocativo.
Giovedì 14 maggio 2026, alle ore 19, il Palazzo dei Principi Spinelli ospiterà infatti “Ciò che resta”, la mostra fotografica di Daniele Arieta in dialogo sonoro con Salvatore Cauteruccio.
L’iniziativa rappresenta un’evoluzione naturale del percorso espositivo già avviato nelle scorse settimane. Gli scatti di Arieta, dedicati alla dimensione più autentica e popolare della festa della Madonna del Carmelo, saranno accompagnati da un intervento musicale pensato per amplificare il valore emotivo delle immagini e trasformare la visita in un’esperienza immersiva.
La fotografia incontra così la musica in un racconto condiviso fatto di volti, silenzi, devozione, memoria collettiva e senso di appartenenza. Un dialogo tra arti differenti che mantiene al centro la comunità e la sua identità culturale.
“Ciò che resta” continua a interrogarsi su ciò che sopravvive al tempo: i gesti tramandati, le tradizioni popolari, i dettagli che custodiscono il senso più profondo di una comunità. In questo nuovo appuntamento, il suono diventa parte integrante del racconto, accompagnando lo spettatore dentro un percorso emotivo che attraversa memoria e contemporaneità.
L’evento rientra nel programma di “Scalea Eterna”, progetto finanziato con risorse POC Calabria 2014/2020, e conferma la volontà di costruire occasioni culturali capaci di valorizzare il patrimonio immateriale della città attraverso il coinvolgimento di artisti, associazioni e realtà del territorio.
Più che una semplice esposizione, un’esperienza culturale che invita a fermarsi, osservare e ascoltare. Perché la memoria, quando incontra nuovi linguaggi, continua a vivere e a generare futuro.

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