Scalea, “La Natività”: il teatro che interroga la maternità

di Nicoletta Toselli
SCALEA – Non una rappresentazione natalizia nel senso tradizionale, ma un attraversamento emotivo e umano della maternità, colta nel suo punto più fragile e profondo. La Natività, in scena il 15 dicembre 2025 alle ore 20.30 nella Sala Polifunzionale di Scalea, si presenta come un viaggio teatrale nell’angoscia di una madre, là dove l’attesa non è solo promessa, ma anche paura, silenzio, responsabilità assoluta.
Lo spettacolo, diretto da Mimma Magurno, nasce dalla collaborazione tra associazioni culturali del territorio e il Comune di Scalea, nell’ambito delle iniziative dedicate alla cultura d’autore. In scena Maria Maniscalco, Franco Bruno, la stessa Magurno ed Enzo Ritondale danno corpo a una narrazione essenziale, che rinuncia all’enfasi per affidarsi alla parola, ai gesti, alle pause. Una scelta che restituisce centralità al tema universale della maternità, spogliandolo di retorica.
La Natività non racconta soltanto un evento fondativo della tradizione cristiana, ma lo rilegge come esperienza umana, intima, attraversata da dubbi e domande. L’angoscia evocata nel sottotitolo non è disperazione, ma consapevolezza: quella di chi sente sulle proprie spalle il peso di una vita che nasce e di un destino che si apre.
L’assistenza alla regia è affidata ad Alessandro Ritondale, mentre luci e audio sono curati da Luigi Sgamba, contribuendo a costruire un’atmosfera sobria e raccolta, coerente con il tono dello spettacolo.
Inserita nel cartellone natalizio cittadino, La Natività si distingue per il suo sguardo contemporaneo e per la capacità di trasformare un tema antico in una riflessione attuale, che parla al pubblico di oggi, credente o no, chiamandolo non a celebrare, ma a interrogarsi.

