Cosenza

Scalea: Palazzo dei Principi Spinelli, una proposta per valorizzarne il futuro

Carmelo Maiolino invita a riaprire il confronto sul possibile utilizzo universitario della struttura

Torna al centro dell’attenzione pubblica il futuro del Palazzo dei Principi Spinelli, edificio simbolo della storia e dell’identità culturale cittadina.
A sollecitare una riflessione è Carmelo Maiolino, che ha indirizzato una lettera aperta al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale, agli Assessori competenti e all’intero Consiglio comunale di Scalea, proponendo di riaprire il confronto sul pieno utilizzo della struttura, oggi completamente recuperata e restituita alla collettività.
Secondo Maiolino, alla luce del completamento dei lavori di recupero del Palazzo, della presenza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e delle attività culturali già attive nella struttura, potrebbe essere opportuno riaprire un dibattito pubblico sul suo utilizzo quale polo universitario e culturale eterogeneo, capace di integrare identità storica, ricerca scientifica e promozione territoriale.

Di seguito il testo integrale della lettera.

Lettera aperta sul futuro del Palazzo dei Principi di Scalea
Al Sindaco
Al Presidente del Consiglio
All’Assessore alla Cultura
All’Assessore alla Cultura
Al Consiglio Comunale di Scalea
Oggetto: Riflessione sul futuro utilizzo del Palazzo dei Principi Spinelli
Gentile Sindaco,
Gentile Presidente del Consiglio,
Gentili Assessori,
Gentili Consiglieri Comunali,
con la presente intendo sottoporre alla Vostra attenzione una riflessione che ritengo di significativo interesse pubblico per la comunità di Scalea e per l’intero territorio dell’alto Tirreno cosentino.
Il Palazzo dei Principi Spinelli rappresenta uno dei simboli storici e culturali della nostra città. Dopo anni di attesa e interventi di recupero, la struttura è oggi restituita alla collettività in condizioni che consentono una programmazione ampia e lungimirante del suo utilizzo.
Ricordo che con deliberazione consiliare del 10 dicembre 1998 era stata prevista l’istituzione di un corso universitario in Tecniche Erboristiche in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno. Si trattava di una scelta strategica, capace di coniugare formazione scientifica, valorizzazione delle risorse naturali del territorio e sviluppo economico.
Oggi, alla luce del completamento dei lavori di recupero del Palazzo, della presenza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e delle attività culturali già attive nella struttura, ritengo sia opportuno riaprire un confronto pubblico sul suo pieno utilizzo quale polo universitario e culturale eterogeneo, capace di integrare identità storica, ricerca scientifica, alta formazione e promozione territoriale.
Un progetto di tale portata potrebbe contribuire a contrastare lo spopolamento giovanile, attrarre studenti e professionalità, generare indotto economico e restituire al Palazzo una funzione stabile e strutturata, oltre gli eventi episodici.
Confido nella Vostra sensibilità istituzionale e nella volontà di avviare un dibattito trasparente e costruttivo, coinvolgendo cittadinanza, associazioni, istituzioni accademiche e realtà produttive del territorio.
Resto a disposizione per eventuali approfondimenti o chiarimenti.

Con osservanza,
Carmelo Maiolino

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