Cosenza

Scalea racconta la sua identità tra memoria e digitale: dal 9 al 17 gennaio “La Torre Talao si racconta”

SCALEA – Cultura, innovazione e turismo sostenibile si incontrano nel cuore del centro storico di Scalea. Dal 9 al 17 gennaio 2026, il Palazzo dei Principi Spinelli ospita il progetto “La Torre si racconta: il bene culturale incontra il digitale per un turismo sostenibile ed esperienziale”, promosso dal Comune di Scalea – Assessorato alla Cultura e ai Rapporti con gli Enti locali e sovracomunali – e cofinanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del PAC 2014/2020 – Azione 6.8.3.

L’iniziativa, come da comunicato stampa, prende avvio venerdì 9 gennaio alle ore 18.30, con la presentazione ufficiale del progetto e l’inaugurazione della Sala multimediale immersiva, uno spazio innovativo pensato per offrire al pubblico una fruizione contemporanea del patrimonio storico locale.
Al centro del programma, la valorizzazione della Torre Talao, simbolo identitario della città, raccontata attraverso immagini, suoni, narrazioni e strumenti di Intelligenza Artificiale. Un percorso esperienziale che intreccia passato, presente e futuro, restituendo alla comunità e ai visitatori una nuova chiave di lettura del bene culturale, capace di dialogare con i linguaggi del nostro tempo.

Il progetto si inserisce in un percorso amministrativo avviato negli anni precedenti e oggi riorganizzato e reso pienamente operativo dall’attuale Amministrazione comunale, che ne ha ridefinito contenuti e obiettivi culturali, aprendolo in maniera strutturata alla città, alle scuole e alle associazioni del territorio.
Nel corso della settimana sono previsti convegni, incontri didattici, momenti artistici e musicali, con un’attenzione particolare al coinvolgimento delle nuove generazioni. Significativa, in questo senso, la giornata del 12 gennaio, dedicata al tema “Dalla pietra al digitale: la Torre Talao tra storia millenaria e algoritmi”, che vedrà protagonisti gli studenti del Liceo Scientifico “Pietro Metastasio” di Scalea in un confronto interdisciplinare tra storia, tecnologia e innovazione.

All’incontro interverranno il prof. Gianfranco Confessore, docente universitario ed esperto di Intelligenza Artificiale, ideatore e curatore della sezione multimediale del progetto, e il prof. Antonio Vincenzo Valente, autore del volume “L’Insula parva di Scalea e la Torre di Mare detta Talao”.
«La Torre Talao rappresenta l’anima più autentica di Scalea, un simbolo che attraversa i secoli e custodisce la memoria collettiva della comunità», ha dichiarato il sindaco Mario Russo, sottolineando come il progetto rafforzi il legame tra tradizione e innovazione, promuovendo un modello di turismo sostenibile ed esperienziale capace di generare ricadute culturali, sociali ed economiche.
Sulla stessa linea l’assessore alla Cultura Annalisa Alfano, che ha evidenziato il valore della continuità amministrativa e la recente istituzione del marchio permanente “Visioni d’Autore – Scalea Cultura”, pensato per rafforzare l’identità e la riconoscibilità delle politiche culturali cittadine. «Qualità, partecipazione e dialogo con il territorio – ha affermato – sono i pilastri di una visione che guarda al futuro senza perdere il legame con la propria storia».
La serata inaugurale del 9 gennaio ospiterà anche il convegno “Beni culturali, innovazione e turismo sostenibile: una visione per Scalea”, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, accademici e del mondo associativo, tra cui esponenti della Regione Calabria, della Soprintendenza, dell’Università della Calabria, del GAL Riviera dei Cedri e della Pro Loco di Scalea.
Il progetto si avvale, inoltre, della collaborazione di UNPLI – Comitato provinciale di Cosenza, del GAL Riviera dei Cedri, della Pro Loco di Scalea e dell’Associazione Punto Luce.

La chiusura sarà affidata all’evento artistico “Tra Suoni e Memorie”, realizzato con l’Associazione culturale “Cara, Vecchia Scalea” e il gruppo di musica medievale “Sinafe Medieval”.
Il coordinamento generale è curato dalla DRB srl di Beniamino Chiappetta.
Una settimana che si propone non solo come rassegna culturale, ma come laboratorio di visione: un modo nuovo di raccontare i luoghi, rendendo il patrimonio un’esperienza viva, condivisa e proiettata nel tempo.

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